Apre il Giardino di Venere a Windsor: il significato della nuova area verde, ex orto di Elisabetta II

Dal 16 luglio al 13 settembre i giardini del Castello di Windsor regaleranno una sorpresa, ai visitatori. Infatti aprirà al pubblico uno spazio che negli anni è stato mostrato poche volte. L'iniziativa si deve a re Carlo, che è stato tra i principali promotori di questa trasformazione. L'area, infatti, è stata stravolta e ristrutturata: il progetto ha richiesto ben 18 mesi di lavori.
Questo spazio verde si trova nel lato est del Castello di Windsor e non è stato sempre un giardino. Nel Settecento ospitava dei campi di bocce. Solo dopo, durante il regno di Giorgio IV, è stato fatto il primo giardino floreale. Nei secoli è molto cambiato e non sempre è stato aperto al pubblico. Guglielmo IV e la regina Vittoria, per esempio, permisero al pubblico l'accesso. Durante la Seconda Guerra Mondiale, due piccoli appezzamenti furono riservati a Elisabetta (la futura regina) e a sua sorella Margaret, per coltivare pomodori, mais e fagioli. Uno degli ultimi ad aver contribuito alla riprogettazione è stato il principe Filippo, che fece installare una fontana in bronzo per il centro del giardino, ispirata alla forma di un fiore di loto.

Ora l'intervento di Re Carlo ha ulteriormente ampliato questa visione, ma a modo suo, facendosi guidare dal suo amore per la natura, dalla causa ambientalista che ha sempre abbracciato. Sua Maestà, infatti, ha voluto che tutto venisse fatto in ottica ecologista. Fiori e piante sono state scelti per attirare gli insetti e quindi sostenere la biodiversità, un aspetto che gli sta molto a cuore. Sono stati piantati oltre 11.000 bulbi, oltre a filari di peri. Questa estate, il risultato della ristrutturazione potrà essere ammirato.
Il giardino trova posto nell'ex Giardino della Terrazza Est e gli è stata data una forma particolare: petalo di Venere. Ma cosa significa, cosa è il petalo di Venere? Con questa espressione, usata soprattutto in astrologia o quando si studiano i moti dei pianeti, si indica una figura geometrica ben precisa: quella che si ottiene tracciando l'orbita di Venere attorno al Sole, che si completa nell'arco di otto anni. In questi otto anni, l'orbita di Venere crea questo disegno floreale simile a petali, una forma utilizzata in botanica e architettura.

Il giardino presenta una serie di aiuole, piante perenni e piante sempreverdi che fiancheggiano i sentieri da percorrere a piedi, adornati con sculture e statue di marmo. A coordinare i lavori ci ha pensato Adam Scott, responsabile dei giardini e del vivaio del Castello di Windsor. A lui, re Carlo ha affidato la sua visione. Alla BBC ha spiegato: "Il giardino è stato rimodellato guardando al furuo, rispecchiando la visione di Sua Maestà di creare uno spazio che offra bellezza, interesse e biodiversità in tutte le stagioni e per le generazioni a venire. È l'inizio di un nuovo importante capitolo nei 200 anni di storia del giardino".
Tutti i nuovi interventi fatti a Windsor seguono il rispetto dei principi cari a Re Carlo, il quale più volte ha esposto i suoi valori di pieno rispetto per la natura, tutela ambientale, in nome di un mondo senza inquinamento, pulito, dominato dal verde. Per questo, sono stati installati pannelli solari sul tetto per esempio, così da ridurre le emissioni nocive; il re ha anche fatto installare colonnine di ricarica per auto elettriche nell'edificio storico. Anche il Giardino di Venere è l'ennesimo esempio del suo impegno: crede fermamente nella battaglia ambientalista e più volte ha parlato dell'importanza di agire con urgenza contro il cambiamento climatico. La nuova area porta avanti la storia di Windor e della royal family e parallelamente si proietta verso il futuro, verso un mondo attento e rispettoso verso l'ambiente e le c creature che popolano la natura.