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Opinioni

La moda politica di Pierpaolo Piccioli da Valentino che ha trasformato il sogno in realtà

Pierpaolo Piccioli dopo più di 20 anni dice addio alla Maison Valentino. Il suo era un sogno ricco di significato, disegnato con eleganza, intelligenza e soprattutto con gentilezza. Un sogno che sicuramente ricorderemo.
A cura di Marco Casola
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Pierpaolo Piccioli
Pierpaolo Piccioli

Sono pochi i Direttori Creativi contemporanei che con la loro poetica sono riusciti a interpretare alla perfezione lo Zeitgeist. Pochi coloro che sono riusciti a essere moderni pur essendo universali, creando abiti senza tempo, capaci di volare al di sopra delle tendenze del momento. Pierpaolo Piccioli è senza dubbio uno di quei pochi. Risale a oggi l'annuncio ufficiale: dopo più di 20 anni di collaborazione, Piccioli e Valentino decidono di comune accordo di percorrere strade differenti. Pierpaolo Piccioli non è più il Direttore Creativo della storica Maison italiana.

Piccioli: Direttore Creativo e non stilista

Direttore Creativo e non stilista, si è sempre definito così Pierpaolo Piccioli. In più di un'occasione ha infatti spiegato la differenza tra gli stilisti e i couturier del passato, come Valentino Garavani o Yves Saint Laurent e Christian Dior, rispetto agli attuali Direttori Creativi, figure molto diverse, moderne e ancora in divenire, che non disegnano o cuciono i loro abiti ma creano un intero mondo intorno un brand. Un mondo che serve per costruire e alimentare una community, che con quel marchio condivide dei valori e non solo una visione estetica di cui gli abiti sono l'espressione.

L'addio in nero e il Pink PP

Piccioli dice addio a Valentino con la collezione pret a porter, chiamata Le Noire, creata per il prossimo Autunno/Inverno 2024-2025. Una collezione total black dove non c'è spazio per colori o fantasie, con cui Piccioli ha voluto proseguire il suo racconto stilistico attraverso i colori. Si chiude dunque con il nero, quasi un presagio della fine della storica collaborazione. Prima c'era stata la collezione maschile Le Ciel, con capi tutti azzurri, mentre sono ormai iconiche le collezioni con cui il Direttore Artistico aveva lanciato il Pink PP, ovvero il "rosa Valentino", una tonalità shocking, intensa e decisa, che ha letteralmente spopolato, anticipando il trend del Barbiecore e arrivando quasi a prendere il posto del celebre rosso Valentino.

Un look PP Pink della collezione Valentino Autunno/Inverno 2022-2023
Un look PP Pink della collezione Valentino Autunno/Inverno 2022-2023

Il lavoro fatto con i colori non è l'unica cosa che ricorderemo della moda firmata piccioli per Valentino. Da uomo moderno e fine conoscitore della contemporaneità è stato uno dei primi designer a trasformare l'Haute Couture, a capire che anche le esigenze del pubblico dell'Alta Moda erano cambiate. È stato uno dei primi a comprendere che sulle passerelle dell'Alta Moda non bisognava far sfilare solo abiti principeschi ma anche camicie bianche, jeans e ballerine. Il tutto (of course) in versione couture. Dunque il denim couture di Piccioli è fatto di cristalli e si indossa con una semplice camicia bianca.

Valentino Haute Couture FW 23
Valentino Haute Couture FW 23

Quella di Piccioli è anche, e soprattutto, una moda fluida e senza schemi, che vuole scardinare le regole rigide e superare gli stereotipi di genere. Con gli abiti è riuscito a proporre una nuova eleganza, più fluida e inclusiva, ridisegnando il concetto di maschile e femminile. Il tutto senza retorica. Nel mondo di Piccioli le donne indossano la cravatta e gli uomini scelgono le gonne, perché gli abiti non devono rappresentare una costrizione, ma devono essere uno strumento di libertà, un elemento attraverso cui poter sognare, attraverso cui cercare la bellezza.

Un look Valentino Haute Couture
Un look Valentino Haute Couture

La poetica del sogno di Pierpaolo Piccioli

Proprio il sogno e la bellezza sono al centro di una delle collezioni più iconiche di Piccioli, forse la più difficile da realizzare. Stiamo parlando della collezione Haute Couture A/I 20-21, quella della pandemia. In pieno lockdown Piccioli, impossibilitato a lavorare in atelier, senza poter produrre ricami o decori, si affida alla pulizia e alla semplicità del bianco, creando 15 abiti candidi, simbolo di un momento così difficile per l'umanità che si trasformano in un messaggio di speranza. Il bianco viene utilizzato per rappresentare un nuovo inizio, una tela bianca su cui poter dipingere la speranza per un futuro migliore.

Valentino Haute Couture Autunno/Inverno 2020-2021
Valentino Haute Couture Autunno/Inverno 2020-2021

È proprio la speranza che Piccioli riversa nel sogno e nella poetica dei suoi spettacolari abiti lunghi 5 metri, presentati (in una Cinecittà trasformata in un limbo) come fossero sospesi in aria, fluttuanti con i lunghi strascichi infiniti. Quella spettacolare performance, trasmessa in streaming a causa della pandemia, rimarrà senza dubbio nella storia della moda, come rimarranno iconici quei meravigliosi vestiti bianchi sospesi, così leggeri eppure così pesanti, che rappresentavano alla perfezione lo scontro tra la pesantezza del momento pendemico e il desiderio di leggerezza.

La moda politica che trasforma la realtà

Fino alla fine della sua esperienza da Valentino Pierpaolo Piccioli non ha fatto altro che continuare ad alimentare quel mondo da sogno, unico luogo in cui tutto è possibile, dove gli uomini indossano la gonna e dove le donne di ogni taglia ed età indossano abiti Haute Couture. Un sogno che da una parte aiuta a sopportare la dura realtà e che dall'altra si configura come speranza, come possibilità. Quel sogno può essere un'idea che si fa concreta e che la realtà riesce a cambiarla, proprio come la moda politica di Piccioli è riuscita a fare.

Valentino collezione Primavera/Estate 2024
Valentino collezione Primavera/Estate 2024

Sì, perché possiamo affermare con fermezza che quella di Piccioli da Valentino è stata una moda politica e coraggiosa. Con le sue piccole rivoluzioni in passerella il Direttore Creativo, che oggi chiude la storica collaborazione con la Maison, ha creato tasselli fondamentali per cambiamenti necessari nel fashion system e nella società contemporanea. Con la sua poetica sempre nuova ma coerente è stato capace di non annoiare mai, ha saputo far sognare senza però essere inconsistente. Il suo era un sogno ricco di significato, disegnato con eleganza, intelligenza e soprattutto con gentilezza. Un sogno che sicuramente ricorderemo.

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Laureato in Comunicazione, durante gli anni universitari collabora con importanti società di Organizzazione Eventi artistico-culturali. Dopo la specializzazione in Scienze dello Spettacolo e della Produzione Multimediale cura e coordina, per alcune associazioni a carattere nazionale, la gestione di saloni espositivi e mostre d’arte. La passione per il Cinema lo spinge ad entrare a far parte del team di festival cinematografici di grande rilievo. Successivamente il grande interesse e la profonda curiosità per la Moda lo inducono a frequentare un corso di specializzazione in Fashion Trend Research e a stabilirsi a Milano per intraprendere la professione di fashion editor per Fanpage.it.
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