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Attenzione alle creme solari, SPF 50 non basta. La dottoressa Romano: “Necessari filtri raggi UVA e UVB”

Ogni anno la storia si ripete davanti al bancone della farmacia per scegliere il giusto filtro solare. La dermatologa Pucci Romano ci guida alla comprensione delle etichette delle creme protettive.
Intervista a Dott.ssa Pucci Romano
Dermatologa, presidente di SkIneco
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È arrivato quel momento dell'anno in cui la beauty routine è tutta focalizzata sul sole. Creme protettive, sieri abbronzanti, filtri solari, oli illuminanti: in tv, sui cartelloni pubblicitari e ovviamente sui social c’è sempre qualcuno che ne sa più degli altri. Formulatrici dell’Instagram ci consigliano quali sono i prodotti più convenienti in base al rapporto Inci-prezzo e imprenditrici del settore giurano che le loro protezioni sono le migliori sul mercato. Ma cosa sappiamo davvero di SPF, raggi UVB e rischi per la salute? “Intanto vorrei dire qualcosa di inedito che molte persone ancora non sanno: ovvero che il famoso SPF, acronimo di Sun Protection Factor, indica non la quantità di raggi da cui una crema ci protegge ma indica la capacità del filtro di proteggerci dall’eritema. Cioè da quella reazione della pelle a un’esposizione priva di protezione” ha spiegato a Fanpage.it la dermatologa Pucci Romano, presidente di Skineco, Associazione Internazionale di Ecodermatologia, tra le studiose più esperte sulle protezioni solari. L’SPF è infatti il risultato del rapporto tra la dose minima di radiazioni che provoca l’eritema (MED) sulla pelle protetta dal prodotto e la dose minima che lo provoca invece sulla pelle non protetta dello stesso soggetto. "L'indice SPF certifica solo questa risposta, non ha nulla a che fare con i raggi UVA e UVB, da cui invece dobbiamo proteggerci. Né tantomeno ci dice qualcosa della fotostabilità del prodotto. Ovvero quanto una crema è in grado di mantenere inalterata la sua efficacia una volta esposta alla luce e al calore".

Fotoprotezione: tutto quello che c'è da sapere

Oggi sappiamo che quel numeretto, da 10 a 50+,  è solo uno degli indicatori da tenere in considerazione quando si tratta di creme solari. "Noi tutti siamo esposti ai raggi UVA e UVB: i primi arrivano fino al derma, più in profondità, mentre i raggi UVB raggiungono solo l'epidermide. L'SPF ci indica solo la soglia per la comparsa dell'eritema solare provocato dagli UVB". E dagli UVA? Chi ci protegge? "Per questo prima di acquistare un prodotto, dobbiamo verificare se sulle creme che compriamo sia presente un simbolo con la scritta UVA cerchiata, per essere certi che quella crema sia davvero efficace contro i raggi ultravioletti A che sono quelli che danneggiano il collagene, il fibroblasto. In generale comunque  le molecole presenti in queste creme semplicemente si limitano a proteggerci dall'eritema solare, ma non si occupano dello stress ossidativo procurato da un'esposizione prolungata". 

Filtri fisici e filtri chimici

L'altro grande tema a proposito di creme solari riguarda il tipo di filtro. Fisico o chimico. "I filtri fisici sono principalmente a base di ossido di zinco e biossido di titanio, ovvero delle sostanze che riflettono i raggi solari. Mentre i filtri chimici assorbono i raggi solari, quindi offrono effettivamente una fotoprotezione più potente, ma con molti rischi". I primi sono considerati in generale più sicuri ma anche in questo caso bisogna fare delle valutazioni. "Per migliorare la texture delle creme queste sostanze vengono miniaturizzate, si scompongono in nanoparticelle che hanno quindi maggiore facilità a penetrare nella pelle. E per rendere le creme più spalmabili a volte vengono aggiunti anche i siliconi, che sappiamo bene non essere degli alleati della pelle". I filtri chimici sono invece oggetto di studi da anni anche da parte dell'FDA (Food and Drug Administration) negli USA. "Uno dei principali rischi riguarda il ruolo di queste sostanze come interferenti endocrini, ovvero possono dare delle interferenze ormonali, soprattutto nei soggetti più a rischio, bambini, adolescenti, donne in gravidanza. Questo perché le sostanze che offrono anche una protezione dai raggi solari sono in grado di penetrare all'interno del sangue. Uno studio molto importante, pubblicato sulla rivista scientifica JAMA già nel 2019, ha dimostrato proprio che alcune delle sostanze presenti nei filtri solari penetrano con grande facilità attraverso le ghiandole sebacee. Un secondo studio ha voluto indagare se il passaggio dalla pelle al sangue avvenisse dopo avere accumulato una certa quantità della sostanza sulla pelle. E la risposta è stata no. Questi interferenti endocrini (in particolare bisogna attenzionare: Avobenzone, Oxybenzone, Octocrylene, Homosalate, Octisalate, Octinoxate) entrano subito in contatto col sangue e se pensiamo al fatto che oggi il marketing della skincare ci dice che dobbiamo proteggere la pelle dal sole tutti i giorni, anche quando facciamo il tragitto casa-ufficio, capirete bene che è necessario porre una grande attenzione alle creme che ci spalmiamo sulla faccia".

Prima di comprare una crema solare

SPF, stabilità, chimico o fisico, quando acquistiamo una crema, ecco a cosa dobbiamo guardare. "Intanto ricordiamoci sempre che è buona norma buttare quella dell'anno scorso e comprarne una nuova, sempre per il discorso della fotostabilità. Poi guardiamo sì l'SPF ma non fermiamoci a quello, sotto i 30 comunque una protezione serve davvero a poco – suggerisce l'esperta – E ricordiamoci di verificare la stabilità e la presenza di nanoparticelle. Evitiamo creme che contengano interferenti endocrini e scegliamo una fotoprotezione biologica, che tenga conto non solo del possibile eritema, ma anche dello stress ossidativo, principale responsabile dell'invecchiamento cellulare". Infine un suggerimento per non lasciarsi distrarre dal marketing. "È vero che molte scoperte sul tema degli interferenti endocrini sono arrivate da uno studio sull'ecosistema marino, su come stavano cambiando i coralli, e quindi va benissimo essere attenti a formulazioni non inquinanti, a un packaging fatto di materiali riciclato, ma noi siamo parte dell'ambiente. Dobbiamo proteggerci adeguatamente, con la crema giusta e coi tempi giusti". 

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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