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Il viaggio in bici senza Maps, il racconto di Jack: “Ho seguito cartelli e chiesto a persone, l’incertezza è uno stimolo”

Viaggiare in bici senza Google Maps? Jack Galimberti lo ha fatto, rendendosi conto del fatto che non serve il supporto dello smartphone per raggiungere i luoghi desiderati. A Fanpage.it ha raccontato la sua storia: ecco il risultato.
La bicicletta di Jack
La bicicletta di Jack

Viviamo in un'epoca in cui siamo sempre iper connessi, in cui chiediamo consiglio all'AI per risolvere ogni tipo di dubbio, tanto sembra praticamente impossibile organizzare un tour in bici senza Google Maps. Sebbene fino a qualche decennio fa fosse normale affrontare un viaggio con una semplice cartina cartacea, ad oggi le cose sono cambiate: le mappe digitali possono essere consultate in ogni momento e addirittura aggiornano il percorso in tempo reale a seconda di incidenti e possibili intoppi. Jack Galimberti ha deciso di andare in controtendenza: è partito da Lodi ed è arrivato in Francia con la sua bici senza mai usare Maps, come è andata? Lo ha raccontato a Fanpage.it.

Come è nata l’idea di partire senza usare Google Maps?

Ho sempre viaggiato in bici, mi piace andare alla scoperta di posti nuovi, spesso mi sono messo in strada senza sapere esattamente dove stessi andando. Inizialmente ho fatto brevi e con le mappe, tipo Lodi-Milano e poi Pavia Genova, poi ho deciso di sfruttare questa passione per organizzare un viaggio alla volta della Francia. Ho deciso di non usare Google Maps per aggiungere un'ulteriore sfida, mi sono detto che, se fino a qualche decennio fa si era sempre fatto, anche io ne sarei stato capace. Devo dire che è ancora possibile viaggiare senza le mappe interattive.

Qual è stato l'itinerario del viaggio senza Google Maps?

All'inizio pensavo di andare a Parigi, a Montpellier, utilizzando anche i treni, ma alla fine invece sono arrivato a Ventimiglia in treno, poi da lì ho fatto un percorso che va verso la Costa Azzurra e verso tutte le colline della Provenza. Ho fatto Ventimiglia, Mentone, Gorbio, poi Nizza, Cannes, La Colle-sur-Loup , poi sono andato verso Vence e da lì sono tornato a Nizza.

Il viaggio di Jack Galimberti
Il viaggio di Jack Galimberti

Avevi studiato l'itinerario del viaggio prima di partire?

Ho costruito l'itinerario strada facendo: ho provato a programmare e a decidere il percorso ma mi sono auto-imposto di non utilizzare l'intelligenza artificiale, quindi mi sono servito di libri e guide cartacee per prepararmi. Decidere le tappe è stata la parte più difficile del viaggio, i momenti più stressanti sono stati quelli di indecisione, quando la mattina mi ritrovavo di fronte tante possibili scelte ma senza sapere esattamente cosa fare.Inizialmente sono andato in crisi, c'erano talmente tanti posti da vedere che non è stato semplice scegliere. Una mattina, ad esempio, ero a Cannes e, sebbene volessi andare verso Parigi, poi ho capito di avere voglia di colline, quindi alla prima rotonda ho preso una salita per Grasse. Ho costruito il viaggio passo dopo passo ed è stato stupendo. Mi sono fermato ogni giorno in un luogo diverso con tenda e sacco a pelo.

La bici di Jack
La bici di Jack

Ti è mai capitato poi di ritrovarti in un posto isolato e non sapere che strada prendere?

Sì, in particolare una volta quando ero in un paesino sopra le colline di Nizza. Chiedevo indicazioni con la mappa alle persone ma, visto che non parlo bene il francese e che i locali non conoscono l'inglese, non riuscivamo a comprenderci. L'unica indicazione che mi avevano dato era "Devi scendere". Ho seguito quell'unico consiglio, poi sono arrivato a un ponte che era indicato dalla mamma e sono stato 5 minuti a chiedermi se dovessi attraversarlo o meno perché non sapevo se dovevo andare a destra o a sinistra. Alla fine ho attraversato e per puro caso mi sono trovato il campeggio di fronte.

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Quali imprevisti ti sono capitati viaggiando senza Google Maps?

Il secondo giorno, quando ero in un paesino sopra Mentone e volevo arrivare a Cannes, ho chiesto al proprietario del campeggio quale strada fare. A un certo punto comincia una salita, continuo a chiedere indicazioni ai passanti e un tipo mi dice che quella era la strada giusta ma anche la più dura, dall'altro lato, invece, c'era la strada più semplice. Mi sono detto "Vabbè, ormai sono qui, continuo". Non l'avessi mai fatto: la salita è diventata durissima, anche in strada sterrata, la bici pesava 30 kg, quindi a un certo punto mi sono fermato e ho continuato a piedi. Quello è stato il momento più difficile, anche perché era mezzogiorno e il sole era fortissimo. Il secondo imprevisto è stato perdere tutto, dal sacco a pelo alla GoPro, che non avevo legato bene dietro la bici. Quasi alla fine del viaggio, inoltre, ho bucato. Per fortuna avevo tutto l'occorrente per riparare la ruota ma due metri poco ho bucato di nuovo. Per fortuna ero vicino Nizza, ci sono arrivato a piedi (anche se lungo il percorso mi è caduto il telefono da un ponte). Il giorno dopo avevo già preso il treno per tornare da Nizza ma la mattina stessa ho deciso di "chiudere il cerchio": ho comprato l'occorrente per la ruota, l'ho riparata e sono ripartito verso Ventimiglia.

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Il lato più bello di viaggiare senza Google Maps?

La sorpresa, nel senso che, quando sei in bici, tu sai che c'è una salita, di solito sai sai quanto dura ancora grazie a Google Maps. Senza, invece, continui semplicemente a pedalare e a un certo punto escono paesini meravigliosi dal nulla. Poi, quando chiedi indicazioni e alla fine capisci di trovarti sulla strada giusta, è stupendo. C'è anche l'entusiasmo: segui i cartelli, chiedi alle persone, consulti le mappe cartacee e raggiungi il luogo che ti eri prefissato solo grazie alle tue forze. L'incertezza diventa praticamente uno stimolo.

Lo rifaresti ancora? Hai già dei viaggi di questo tipo programmati?

Non ho ancora programmato nulla ma di sicuro lo rifarò: all'inizio del viaggio avevo preso tre cartine di tre ragioni, cioè Provenza e Costa Azzurra (che è quella che ho usato), le Alpi e la Borgogna, e vorrei utilizzarle. Il mio piano iniziale in realtà era fare Lodi-Calabria, poi ho capito che ci voleva troppo tempo, quindi ho cominciato dalla Francia. Gli altri rimangono sempre lì, prima o poi li faccio.

Jack Galimberti
Jack Galimberti

Se anche tu hai fatto un viaggio particolare, hai visitato luoghi lontani con mezzi di trasporto inconsueti, hai visto luoghi indimenticabili o vissuto in un posto remoto del mondo, raccontaci la tua esperienza, condividila con noi cliccando qui.

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