video suggerito
video suggerito

Paradosso delle creme solari, l’oncologo Ascierto “Ci sentiamo protetti ma fanno abbassare la guardia”

Negli ultimi vent’anni i casi di melanoma sono raddoppiati: ma 9 su dieci sono legati all’eccessiva esposizione ai raggi UV, pochi sanno che la protezione principale arriva dai vestiti e non dalle creme solari.
A cura di Francesca Parlato
0 CONDIVISIONI
Immagine

Quando dobbiamo proteggere la pelle dai raggi UV subito pensiamo a creme e filtri solari, invece il primo scudo, la prima difesa dai rischi dell'esposizione al sole, sono i nostri vestiti. La scelta dell'outfit infatti gioca un ruolo di primo piano per la prevenzione del melanoma. A dirlo è il professor Paolo Ascierto, oncologo e tra i massimi esperti al mondo di melanoma, che in occasione della Giornata nazionale dedicata alla prevenzione di questa malattia della pelle, che ricorre il prossimo 2 maggio, ha lanciato con la sua Fondazione Melanoma, la campagna “Vestiti di prevenzione”, proprio per ricordare l'importanza dei nostri abiti. “C'è una correlazione diretta tra le abitudini sociali nell'abbigliamento e la localizzazione del cancro della pelle" ha spiegato Ascierto. “Sebbene l’invecchiamento della popolazione giochi un ruolo importante, quasi 9 casi su 10 sono legati all’eccessiva esposizione ai raggi UV”.

Melanoma: le differenze di genere (e di abbigliamento)

Il melanoma è il più aggressivo tra i tumori della pelle e in Italia, nel corso di vent’anni, i casi sono passati da 6000 nel 2004 ai  circa 17mila registrati nel 2024. E ad oggi sappiamo che scottarsi anche solo una volta ogni due anni può aumentare fino a tre volte il rischio di melanoma. Uno studio del “Cancer Research UK, organizzazione benefica britannica dedicata alla ricerca sul cancro, ha rilevato che c’è una differenza di genere significativa nel modo in cui si manifesta il melanoma. Negli uomini, due melanomi su cinque sono diagnosticati sul dorso (schiena, petto e addome), mentre nelle donne più di un terzo dei casi (35%) si manifesta sulle gambe. “Queste variazioni riflettono – specifica Ascierto – i diversi comportamenti stagionali: la tendenza maschile a stare a torso nudo all’aperto e quella femminile a indossare gonne e pantaloncini che espongono gli arti inferiori”.

Il paradosso delle creme solari

Un altro studio, questa volta canadese, della McGill University, ha invece evidenziato un altro fenomeno, quello che gli esperti chiamano, il paradosso delle creme solari. I ricercatori hanno incrociato i dati di due studi: uno condotto su gruppi delle province atlantiche del Canada, pubblicato sulla rivista Cancers e l’altro, pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, basato sui dati della Biobank del Regno Unito. Da quest’ultimo, è emerso un dato particolarmente sorprendente: l’uso delle creme solari è risultato associato a un rischio più che raddoppiato di sviluppare il cancro della pelle. “Questi risultati suggeriscono un paradosso” rileva Ascierto. “Chi si espone maggiormente al sole tende a usare più crema, ma non in quantità adeguata né adottando altre misure di protezione, esponendosi così a un rischio maggiore". Quando siamo al mare e ci mettiamo la crema ci sentiamo infatti protetti e autorizzati a stenderci sul lettino e a rilassarci, dormire, leggere.  "La crema solare è fondamentale, ma non è una ‘licenza di arrostirsi’ al sole. La maggior parte delle persone non ne applica una quantità sufficiente o rimane esposta ai raggi UV per ore dopo la prima applicazione". Le protezioni, i filtri, per quanto sofisticati (e pure costosi) quindi, non bastano.

Le regole dell’abbigliamento

Il nostro armadio allora ci può venire in aiuto. Coprirsi adeguatamente, scegliere tessuti freschi e nei colori giusti, indossare un cappello, sono attenzioni che possono influire significativamente sulla nostra salute. "L’abbigliamento, a differenza della crema, non scade, non si lava via col sudore e offre una protezione fisica costante che la lozione, spesso applicata male o in quantità insufficiente, non può garantire”. Gli esperti allora suggeriscono cinque regole da seguire per prevenire scottature e melanoma:

  1. Abiti freschi ma coprenti: lasciamo da parte le fibre sintetiche quando fa caldo, optiamo per lino e cotone, abiti leggeri che proteggono senza surriscaldare la pelle.
  2. Attenzione ai colori: è vero il bianco fa subito estate, ma attira di più il sole. Meglio toni scuri, come il rosso o il blu che assorbono meglio i raggi UV
  3. Mai senza 1/2: occhiali da sole avvolgenti, la forma conta perché ci protegge anche dalla luce riflessa dal mare o dalla strada
  4. Mai senza 2/2: un cappello con la visiera o con la falda larga. È la protezione più sicura per il viso, una delle zone più delicate del corpo
  5. Leggiamo le etichette: oggi anche in Italia si vedono molto più spesso bambini al mare che fanno il bagno con delle magliette tecniche anziché i costumi. Si tratta di abbigliamento tecnico in grado di offrire una protezione altissima, un capo con un'etichetta UPF 50+ blocca fino al 98% dei raggi UV.

Infine una postilla: per applicare queste regole non bisogna aspettare l'estate, i raggi del sole possono danneggiare la pelle anche quando il cielo e nuvoloso e soprattutto già dalla primavera.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views