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Dall’1 maggio vietati i cosmetici cancerogeni, la chimica cosmetologa Sciarra: “Biologico non significa più sicuro”

Le nuove restrizioni limitano o vietano in cosmetici e profumi le sostanze cancerogene o tossiche. Fanpage.it ha fatto chiarezza con la Dott.ssa Sciarra.
Intervista a Dott.ssa Alessia Sciarra
Chimica Cosmetologa
A cura di Giusy Dente
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Il regolamento UE n. 77/2026 adottato il 12 gennaio è entrato in vigore l'1 maggio. Le nuove regole europee adottate da qualche giorno riguardano i cosmetici e i prodotti di uso quotidiano: profumi, smalti, shampoo, bagnoschiuma. È un aggiornamento delle disposizioni in materia di sicurezza, per tutelare la salute dei consumatori e ridurre la loro esposizione a sostanze potenzialmente pericolose. Per questo è stato vietato o limitato l'uso di alcuni ingredienti, in quanto potenzialmente tossici o potenzialmente cancerogeni. Questi prodotti sono impiegati non solo nella quotidianità di ciascuno di noi: sono la base del lavoro di professionisti come parrucchieri, estetisti, vari operatori del settore che impiegano ogni giorno questa merce. Tutti loro ora dovranno adeguare scorte e forniture alle nuove norme, controllare l'idoneità di ciò che impiegano in cabina o in salone per i trattamenti. Il regolamento, infatti, al punto (1) spiega proprio che "contiene una classificazione armonizzata delle sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (CMR) sulla base di una valutazione scientifica del comitato per la valutazione dei rischi dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche". A seconda della classificazione (sostanze CMR di categoria 1A, 1B o 2), le sostanze sono state vietate o ne è stato consentito l'uso entro certi limiti. L'argento (CI 77820) per esempio è ora proibito del tutto negli smalti, ma consentito in rossetti, lucidalabbra e ombretti entro lo 0,2%. Sono state introdott enuove soglie di impiego per il 2-idrossibenzoato di esile (Hexyl Salicylate) usato in profumi, lozioni, creme, dentifrici, collutori. In alcuni articoli è vietato del tutto. È completamente vietato anche il Bifenil-2-olo (o-Phenylphenol) in alcuni prodotti e ammesso entro una soglia massima dello 0,2% in altri, in base anche alla tipologia (se è previsto o meno il risciacquo). Fanpage.it ha chiesto alla Dott.ssa Alessia Sciarra (@latuacosmetologa) di fare chiarezza sul tema.

Cosa sono, a cosa servivano in cosmetica e perché sono stati giudicati pericolosi i tre ingredienti vietati o limitati nel nuovo regolamento Ue?

Argento (CI 77820) è un pigmento utilizzato in cosmetica soprattutto per effetti decorativi (glitter, make-up, smalti) ma ha anche proprietà antimicrobiche. Le valutazioni europee lo hanno classificato come potenzialmente tossico per la riproduzione per l’assorbimento sistemico (soprattutto in forma di particelle estremamente piccole) e un possibile bioaccumulo nei tessuti. Questo è il motivo per cui è stato vietato o fortemente limitato. Idrossibenzoato di esile (Hexyl Salicylate): è una molecola profumante, molto usata per dare note floreali e fresche a profumi, creme e detergenti. È stato oggetto di revisione perché può essere un allergene cutaneo e appartiene alla famiglia dei salicilati, che richiedono attenzione per possibili effetti sistemici a dosi elevate. Per questo non è vietato, ma limitato nelle concentrazioni a seconda della tipologia di prodotto: sia a risciacquo che leave-on oltre che nei prodotti destinati ai bambini. Bifenil-2-olo (o-Phenylphenol) è un conservante con funzione antibatterica e antifungina, utile per evitare contaminazioni microbiologiche nei cosmetici. Le criticità riguardano: possibile irritazione cutanea e i sospetti effetti tossicologici a lungo termine. Di conseguenza, oggi è vietato in alcune categorie (es. prodotti spray o per l’igiene orale) e fortemente limitato negli altri. Ci tengo a precisare che le nuove norme europee non indicano che i cosmetici siano pericolosi, ma che la sicurezza è un processo dinamico: le sostanze vengono continuamente rivalutate e aggiornate in base alle nuove evidenze scientifiche per garantire una maggiore trasparenza e sicurezza.

Chi controlla e approva i cosmetici in Europa?

In Europa esiste un sistema molto rigoroso basato sulla responsabilità. Ogni prodotto deve avere un Responsabile della Sicurezza (Safety Assessor), ovvero una figura qualificata (chimico, farmacista, tossicologo) che valuta la formula. Deve essere inoltre redatto un Product Information File (PIF) con tutti i dati di sicurezza: dalle singole materie prime alla formula complessiva. Il prodotto poi viene notificato al portale europeo CPNP (Cosmetic Products Notification Portal). Gli enti che vigilano tutto ciò che ruota attorno all’immissione in commercio di un  prodotto sono: la Commissione Europea, il Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori (SCCS), le autorità nazionali (in Italia il Ministero della Salute e NAS). Il prodotto dunque deve essere sicuro per legge e i controlli avvengono sia a monte che sul mercato.

Quali sono gli ingredienti ancora abitualmente usati in cosmetica ma a cui prestare attenzione quando si guarda l'INCI dei cosmetici?

Non significa che siano vietati, ma è utile esserne consapevoli, soprattutto in caso di sensibilizzazioni o allergie. I Profumi (Parfum/Fragrance) sono tra le cause più comuni di sensibilizzazione cutanea per i possibili allergeni contenuti nella miscela. I Conservanti come Phenoxyethanol o parabeni sono sicuri nelle dosi consentite, ma sono spesso discussi e creano sensibilizzazione. I Siliconi (es. Dimethicone) non sono pericolosi, ma poco biodegradabili. I Tensioattivi solfati SLS/SLES (Sodium Lauryl/Laureth Sulfate) possono risultare aggressivi su pelli sensibili. Alcuni filtri UV chimici sono sotto continua revisione scientifica anche per l'impatto ambientale. Chiaramente non vanno evitati perché pericolosi, ma valutati per il proprio tipo di pelle.

Ci sono altri ingredienti cosmetici al centro di dibattito su un potenziale rischio cancerogeno?

Sì. Come accennato il Regolamento Europeo è il più rigido quindi alcuni ingredienti sono periodicamente oggetto di discussione scientifica e mediatica. È il caso dei Parabeni: ampiamente studiati, quelli autorizzati sono considerati sicuri, ma restano nel dibattito. Ci sono poi alcuni filtri solari (es.oxybenzone), Formaldeide e releaser già molto regolamentati o vietati, il Talco (in alcune forme). Qui il dibattito è legato al rischio contaminazione. Ci tengo, da chimica cosmetologa, a specificare che il fatto che un ingrediente sia discusso, non significa che sia pericoloso nel prodotto finito, quindi nella valutazione globale della formula. Le normative europee applicano un approccio estremamente prudenziale, aggiornando continuamente le liste in base alle nuove evidenze.

Un cosmetico biologico è sempre migliore di uno tradizionale per così dire "chimico"?

No, soprattutto se il prodotto biologico non ha nessuna certificazione che attesti che sia effettivamente biologico (come AIAB, ECOCERT, COSMOS, ICEA, ecc..). Il termine "biologico" indica ingredienti di origine naturale certificata, ma non è sinonimo di più sicuro o più efficace. Questo perché anche le sostanze naturali possono essere allergizzanti (per esempio oli essenziali), mentre un cosmetico "tradizionale" contiene ingredienti sintetici che spesso sono più stabili, più controllati e più sicuri dal punto di vista microbiologico.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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