Jannik Sinner e le scelte di famiglia: “Capisco mamma. Quando qualcuno non c’è più, poi te ne penti”
Jannik Sinner ogni volta che vince ringrazia il suo staff, il suo team che lo aiuta e lo supporta. È come una seconda famiglia. Quella vera è ovviamente al primo posto, ma per uno sportivo di altissimo livello stare con la famiglia è molto complicato. Si gira il mondo e sin da ragazzini tocca fare sacrifici, che significa anche lasciare casa. E questo tema anche in modo deciso lo ha toccato il numero 1 ATP dopo la vittoria del torneo di Madrid.
Sinner e il quinto torneo 1000 vinto
Il miglior tennista italiano di tutti i tempi ha spazzato via Zverev e facendolo ha conquistato l'ennesimo record. Ma questo non gli importa più di tanto e anzi si mostra sempre sin troppo umile: "Significa tanto per me vincere cinque tornei 1000 di fila, ma non posso confrontarmi con Rafa, Roger e Novak che hanno fatto cose incredibili. Io non gioco per questi record, gioco per me stesso e per la mia squadra, che sa cosa c'è dietro. Gioco anche per la mia famiglia perché la famiglia è la cosa principale. Anche loro non hanno mai cambiato il modo in cui sono con me".
Il pensiero sulla famiglia e sui genitori
Poi è andato nello specifico parlando della sua famiglia, e in particolare della mamma. La finale di Madrid si è giocata nel giorno della festa della mamma in Spagna e Sinner, stuzzicato sul tema, ha ricordato un momento forte, quello che lo vide lasciare il porto sicuro, cioè casa sua, quando era ancora un ragazzino, per andare ad allenarsi a Bordighera sotto la direzione di Riccardo Piatti. E quello fu uno snodo molto duro per i genitori, in particolare per la madre: "Quando avevo 13 anni ho lasciato casa per andare in un centro ad allenarmi. Per i miei genitori questo è molto difficile, specialmente per una madre. Penso che per i genitori sia difficile vedermi lasciare casa, perché loro vorrebbero vedere il proprio figlio crescere. Ho perso del tempo da passare con loro e vorrei recuperarlo".
Mamma Siglinde riesce a seguire Sinner in maniera sporadica, solo negli appuntamenti più importanti. Una scelta che Jannik comprende con naturalezza: "Nonna e nonno, i genitori di mia mamma, sono ancora entrambi vivi. E capisco bene che lei voglia restare a casa e passare quanto più tempo possibile con loro. Piacerebbe anche a me avere più tempo con la famiglia. Perché poi quando qualcuno non c’è più, allora te ne penti. Lei è decisamente un modello e sono molto felice di averla come mamma, e vale lo stesso per papà. Sono una vera ispirazione per me".