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Dopo il ritiro di Sinner si materializza il peggior incubo del torneo di Montreal: ecatombe di top player

Ecatombe di teste di serie al torneo di Montreal: gli organizzatori dell’Open del Canada si trovano ora con un campo di partecipazione davvero non all’altezza di un Masters 1000. Un’altra mazzata dopo i ritiri di Sinner e Djokovic e l’assenza per infortunio di Alcaraz.
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Gli organizzatori di Montreal – già duramente provati dai forfait comunicati a pochi giorni dall'inizio del torneo da Jannik Sinner e Novak Djokovic, che si sono andati ad aggiungere all'assenza per infortunio di Carlos Alcaraz – hanno visto in poche ore materializzarsi il loro peggior incubo: un'ecatombe dei migliori giocatori del tabellone, che ha ulteriormente abbassato il livello del sesto Masters 1000 della stagione (i primi cinque li ha vinti tutti Sinner, che dunque ha preferito preparare al meglio lo US Open piuttosto che puntare all'en plein storico di tutti e nove in una sola annata).

La giornata nera del Masters 100o di Montreal: ritirato Auger-Aliassime, sconfitti Zverev, Medvedev e altre teste di serie

Che la giornata non fosse nata sotto una buona stella per il direttore dell'Open del Canada si era capito quando il beniamino di casa, Felix Auger-Aliassime, aveva annunciato il ritiro prima di scendere in campo, lasciando il posto da testa di serie numero 2 del tabellone al lucky loser portoghese Joao Faria, che dal canto suo ha perso subito contro il francese Droguet. Le altre cattive notizie sono arrivate poi dai campi, con le sconfitte di Zverev (testa di serie numero 1), Medvedev (4), Cobolli (6), Fritz (7), Rublev (10), Vacherot (14), Cerundolo (16), Khachanov (21), Humbert (24), Tabilo (25), Buse (29).

Una strage di teste di serie in un solo giorno, il primo peraltro in cui entravano in azione, visto che il tabellone prevedeva un ‘bye' per tutti loro al primo turno. A questo punto, scorrendo la lista dei superstiti in ordine di classifica e seeding, tra i primi 16 restano in gara Alex de Minaur (3), Ben Shelton (5, campione in carica), Jiri Lehecka (8), Casper Ruud (9), Lorenzo Musetti (11, affronterà Jodar che lo ha appena battuto nei quarti di Washington), Learner Tien (12), Jakub Mensik (13).

Come si vede, non è esattamente un campo di partecipazione all'altezza di un Masters 1000, il che non fa altro che rinfocolare le polemiche sui forfait di Sinner e Djokovic, che avevano provocato la reazione degli organizzatori: "Siamo già in contatto con l'ATP per garantire che la questione venga presa seriamente in considerazione", avevano scritto in una nota, spiegando che "i tornei Masters 1000 sono tra i più prestigiosi del circuito e i tifosi si aspettano giustamente di vedere competere i migliori giocatori del mondo".

Il problema dell'Open del Canada: perché i top player lo saltano o si presentano non al meglio

Il punto è che, come ha fatto notare l'ex pro Mark Petchey, che il problema – ovviamente quanto alla partecipazione, non alle sconfitte premature che non sono prevedibili – non è tanto generale per tutti i Masters 1000, ma abbastanza specifico per l'Open del Canada. Il torneo, che si gioca a Montreal e Toronto ad anni alterni, soffre di una collocazione in calendario particolarmente penalizzante, trovandosi schiacciato nella transizione dall'erba al cemento americano subito dopo la conclusione di Wimbledon.

Felix Auger–Aliassime durante la conferenza in cui ha confermato il forfait a Montreal
Felix Auger–Aliassime durante la conferenza in cui ha confermato il forfait a Montreal

Giocandosi a pochissime settimane dal torneo londinese e precedendo senza pausa il Masters 1000 di Cincinnati nonché soprattutto l'imminente US Open, il torneo cade in una finestra in cui i top player preferiscono fare gestione del carico atletico e prepararsi al meglio, magari anche staccando brevemente la spina come ha fatto Sinner, che si è concesso qualche giorno di vacanza dopo il trionfo a Wiimbledon. La combinazione tra il cambio di superficie, le elevate temperature estive nordamericane e la necessità di preservare il fisico per l'ultimo Slam stagionale spinge molti big a rinunciare o a presentarsi comunque in condizioni non ottimali, come ha dimostrato la moria delle teste di serie a Montreal.

Le proposte sul tavolo sono più di una per cercare di aiutare l'Open del Canada, dal concedergli la possibilità di pagare delle ‘garanzie' ai migliori in classifica per allettarli a partecipare all'obbligo per i top player di non poter saltare il torneo per due anni di fila. Quello che è certo è che per quest'anno l'edizione di Montreal sarà monca come poche altre volte.

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