Flavio Cobolli non vince da Wimbledon: “Ho la tosse da tre settimane. Fatico a respirare e dormire”

"Ho la tosse da tre settimane". Flavio Cobolli non cerca scuse dopo l'eliminazione all'esordio del Masters 1000 di Montreal contro Yannick Hanfmann, ma la frase pronunciata dopo la sconfitta aiuta a comprendere le difficoltà con cui ha affrontato il torneo canadese. Non sta giustificando se stesso né sminuendo l'avversario ma non essere nelle migliori condizioni fisiche è un gap difficile da colmare per qualsiasi tennista. Ecco perché al ko del romano va dato il giusto peso sportivo e inquadrato in un contesto più ampio che un'altra frase aiuta a spiegare. "La pressione? Ci convivo da inizio anno". Due dichiarazioni che fotografano il momento di un giocatore che ha alzato il livello del suo tennis, è entrato ormai nell'élite del tennis mondiale (è in top 10) ed è chiamato a gestire, insieme ai risultati, anche un calendario sempre più impegnativo. La sua ultima vittoria risale agli ottavi di finale a Wimbledon contro De Minaur, in precedenza aveva concesso prestazioni esaltanti compresa la finale del Roland Garros dove è arrivato a un passo dalla gloria assoluta. Poi c'è stata una flessione.
Come sta Cobolli: "Ho la tosse da tre settimane"
Nel tennis moderno (e in qualsiasi altra disciplina, in particolare a un livello di competitività maggiore), dove le partite si giocano spesso su ritmi elevatissimi e con recuperi sempre più brevi tra un torneo e l'altro, anche un disturbo in apparenza banale e molto comune può rivelarsi insidioso e limitante. E no, non è come fare un semplice starnuto: una tosse persistente può influire sulla respirazione, disturbare il recupero e rendere più complicato mantenere intensità e concentrazione durante incontri lunghi. Questo, però, non significa che il problema fisico sia l'unica spiegazione dell'eliminazione contro Hanfmann. Lo stesso Cobolli non ha cercato alibi, ma ha precisato le condizioni con cui è sceso in campo.

"A volte non si può giocare come si vorrebbe – le parole del romano -. Ho da tre settimane questa tosse che mi impedisce di respirare come vorrei e di recuperare come vorrei dopo uno scambio". E perché sia chiara qual è la portata del disagio Cobolli ha aggiunto quali sono le conseguenze dirette dell'indisposizione. "Faccio fatica a dormire e ho questo problema che non riesco a risolvere". Non è un alibi né una mancanza di rispetto nei confronti dell'avversario. "È solo un dato di fatto che va tenuto in conto e, come vedete, con il caldo è qualcosa che pesa. Devo curarmi al più presto per i prossimi appuntamenti".
Il romano e il peso delle aspettative ora che è in top 10
C'è ancora un altro taglio delle parole di Cobolli che meritano un'attenzione particolare: il passaggio in cui ha respinto l'idea che il peso delle aspettative legato all'ingresso nella Top 10 possa in qualche modo influire sulla continuità del rendimento e dei risultati.
"È da inizio anno che convivo con una pressione molto forte". Una frase che racconta come la sua stagione sia cambiata dopo gli straordinari risultati ottenuti negli Slam. La finale al Roland Garros e i quarti di Wimbledon hanno modificato il suo status: oggi ogni torneo porta con sé aspettative più alte e ogni sconfitta assume inevitabilmente una risonanza diversa.
"Penso che dopo un anno del genere, anche se dovesse esserci un po' di pressione o più di quella del dovuto, riesco a conviverci abbastanza bene". Perché il tennis di Cobolli è già da protagonista: adesso serve riuscire a esprimerlo con regolarità. Possibilmente, senza tosse fastidiosa.