Quando Ferrari saprà se può accedere all’ADUO nella F1 2026: aggiornate le norme su tempistiche e fasce

La Ferrari saprà dopo il Gran Premio del Canada se potrà accedere all'ADUO, il sistema introdotto dalla FIA per concedere opportunità di sviluppo aggiuntive ai motoristi in ritardo nella Formula 1 2026. La decisione arriverà dopo la quinta gara effettivamente disputata, non più dopo la sesta come previsto inizialmente. È l'effetto diretto della modifica ratificata dal Consiglio Mondiale FIA, resa necessaria dalla cancellazione dei GP di Bahrain e Arabia Saudita.
Il calendario originario prevedeva tre finestre di valutazione: dopo il sesto, il dodicesimo e il diciottesimo round. Con il nuovo schema, invece, la prima verifica si chiuderà dopo il GP del Canada del 24 maggio, la seconda dopo il GP d'Ungheria del 26 luglio e la terza dopo il GP del Messico del 1° novembre. Per Maranello è un passaggio cruciale: se il motore termico Ferrari dovesse risultare almeno del 2% sotto il riferimento della griglia (cioè la Mercedes), la Rossa potrebbe ottenere margini extra per intervenire sulla power unit.

Come funziona l'ADUO e perché riguarda Ferrari
L'ADUO non è un Balance of Performance e non regala prestazione immediata. Non aumenta la portata di carburante, non introduce zavorre e non modifica artificialmente l'ordine competitivo. Serve invece a concedere più tempo al banco, margini finanziari e aggiornamenti di omologazione a chi ha costruito un motore endotermico meno potente rispetto al migliore.
Il criterio resta l'ICE Performance Index, cioè l'indice con cui la FIA misura il rendimento del motore termico. Come spiegato da Nikolas Tombazis, la valutazione riguarda la potenza dell'ICE e viene costruita sui dati raccolti in pista e in fabbrica, con un sistema pensato per isolare il più possibile la prestazione del motore dal rendimento complessivo della monoposto.
Le soglie principali non cambiano. Chi ha un deficit tra il 2% e il 4% può ottenere un aggiornamento extra nel 2026 e uno nel 2027. Chi supera il 4% può arrivare a due aggiornamenti extra per ciascuna delle due stagioni. È qui che la Ferrari potrebbe rientrare, se il suo motore verrà giudicato abbastanza lontano dal riferimento, che nel paddock viene indicato soprattutto nella Mercedes.

La nuova fascia oltre il 10%: aiuti extra per Honda
La novità più pesante riguarda però i motoristi in crisi profonda. La FIA ha aggiunto una nuova fascia per chi supera il 10% di deficit rispetto al miglior motore. In quel caso scatteranno 230 ore extra al banco prova, contro le 190 previste per la fascia tra l'8% e il 10%. È una modifica che sembra pensata soprattutto per Honda, oggi il motorista più in difficoltà con Aston Martin.
L'intervento riguarda anche il budget cap delle power unit. Per chi supera il 10% di ritardo è prevista una correzione fino a 11 milioni di dollari, più un'ulteriore agevolazione una tantum da 8 milioni di dollari valida solo per il 2026. Non è però un regalo definitivo: questi margini andranno compensati negli anni successivi.
La questione politica nel paddock resta però aperta. L'ADUO deve impedire che un motorista resti tagliato fuori per tutto il ciclo regolamentare, ma senza penalizzare chi ha lavorato meglio. Il team principal della Mercedes Toto Wolff lo ha riassunto così: "L'ADUO è sempre stata concepita come un meccanismo di recupero, non come un meccanismo per fare un salto di qualità". Per Ferrari, il primo verdetto arriverà a Montreal: lì si capirà se la stagione potrà davvero cambiare direzione anche sul fronte motore.