Chi è Giulio Pellizzari, la speranza che nel Giro d’Italia 2026 può spezzare la maledizione azzurra

L’ultimo vincitore italiano del Giro d’Italia è Vincenzo Nibali nel 2016. Dopo quella vittoria in cui fu fondamentale la penultima tappa con arrivo a Sant’Anna di Vinadio, solo altri tre podi azzurri, altri due di Nibali, un terzo posto nel 2017 e un secondo posto nel 2019, l’anno in cui le fasi di studio tra lo Squalo e Roglic durarono così a lungo da far vincere Richard Carapaz e poi l’ultimo italiano a salire su un podio rosa, Damiano Caruso nella corsa della vita, il Giro 2021, vinto da Egan Bernal. Un digiuno che nel Giro d'Italia 2026 potrebbe interrompere Giulio Pellizzari.
La crisi del ciclismo italiano negli ultimi anni
Il ciclo antistorico dello sport italiano ha prodotto questi miseri podi in dieci anni di ciclismo italiano e tre non qualificazioni ai Mondiali di calcio da parte della nostra Nazionale. Proprio negli sport che storicamente sono stati quelli più seguiti e popolari nel Novecento, ciclismo e calcio maschile, siamo al punto più basso della nostra storia, mentre vinciamo da due edizioni consecutive quaranta medaglie olimpiche estive e negli ultimi Giochi olimpici invernali in casa abbiamo fatto scintille.
Va così, possiamo seguire l’onda e il destino, un po’ come sembra stia facendo il calcio in Italia scendendo sempre di più la scala della competitività e dell’interesse, oppure potremmo cercare di opporci all’andazzo in qualche modo. La Francia in uno dei suoi sport nazionalpopolari, anzi forse nello sport che ha segnato di più la storia sportiva francese, il ciclismo maschile, ha appena trovato il campione dei prossimi quindici anni, Paul Seixas, il futuro Pogacar, che già riesce a duellare fin quasi alla fine di una Liegi-Bastogne-Liegi con il vero Pogacar.

Giulio Pellizzari al Giro d'Italia 2026 tra i favoriti
Anche noi abbiamo una mezza speranza, o speranzella se non vogliamo illuderci troppo. Si chiama Giulio Pellizzari, ha 22 anni e non 19 come Seixas, ma nell’ultimo anno è cresciuto tanto e ha finalmente l’aspettativa concreta di un piazzamento al Giro da italiano in Italia.
Fra i professionisti Pellizzari viene definitivamente scoperto nel Tour of the Alps 2023, quando in una bellissima quarta tappa da Rovereto a Predazzo stacca tutti in salita e arriva alla fine terzo. Quelle caratteristiche di scalatore moderno, capace di reggere anche in pianura e su lunghe distanze si notano ancora meglio al Tour de l’Avenir dello stesso anno, quando arriva secondo in classifica generale preceduto da un altro astro nato e non nascente del ciclismo internazionale, Isaac del Toro, compagno di Pogacar all’UAE e anche lui prossimo vassallo a prenderne il treno appena lo sloveno decide di scendere di una marcia o ritirarsi dal ciclismo.
Il percorso di Pellizzari nel ciclismo
Pellizzari partecipa per la prima volta al Giro nel 2024, distinguendosi per una corsa intelligente e di sostanza, brillando nella sedicesima tappa, la Lasa-San Cristina Valgardena. Stacca ancora tutti, ma questa volta in quei tutti c’è anche Tadej Pogacar, il quale alla fine riesce a riprenderlo, a vincere ma anche a consegnare, come segno di rispetto e valore, maglia rosa e occhiali al ragazzo italiano.
Nel 2025 il vero salto di livello. Pellizzari dopo queste e altre buone prove passa in una squadra che punta alle vittorie pesanti, la Red Bull-Bora-Hansgrohe. Al Giro avrebbe dovuto sostenere Roglic che però naufraga quasi subito e si ritrova capitano. Si comporta molto bene, arrivando sesto in classifica generale e secondo nella classifica per la maglia bianca, vinta da Isaa del Toro, ma in cui c’erano anche Juan Ayuso, Max Poole e Davide Piganzoli. Stesse posizioni in classifica generale e giovani anche alla Vuelta 2025. Anche in questo caso doveva fare corsa in appoggio al capitano Jay Hindley, ma anche in questo caso Pellizzari riesce a emergere, vincendo la sua prima gara fra i professionisti, la tappa O Barco de Valdeorras-Alto de El Morredero e terminando alle spalle di Matthew Riccitello nella classifica per la maglia bianca.
Nella prima parte di questa stagione solo piazzamenti di rilievo: terzo posto alla Volta Comunitat Valenciana, vinta dal compagno di squadra Evenepoel, terzo posto alla Tirreno-Adriatico e vittoria del Tour of the Alps. La gavetta è stata fatta e i passi verso l’acquisizione di un corpo e di una consapevolezza di un certo tipo sono stati fatti con una buona gestione dentro e fuori dalla strada. Ora però viene un bel banco di prova, il Giro d’Italia in cui le attese si sono fatte più pressanti e in cui Pellizzari è il capitano di una grande squadra, in cui ci sarà ancora una volta Hindley, ma anche altri compagni di grande valore come Vlasov, Aleotti, Denz.

Il percorso del Giro d'Italia 2026 è adatto si adatta bene a Pellizzari
Il percorso è nelle corde del Duca di Camerino, nickname interessante per titoli giornalistici e attività di marketing varie ed eventuali, con una prima salita severa sul Blockhaus nella prima settimana, una lunga cronometro di 40 km tra Viareggio e Massa e infine le tappe alpine con il dislivello che in quattro casi va oltre i 3000 metri. In mezzo poi tante altre tappe insidiose, come quella che termina a Potenza, molto mossa negli ultimi chilometri, la tappa di Fermo e soprattutto quella di Corno alle Scale del giorno dopo.
La speranza in Pellizzari c’è, ma c’è anche un avversario praticamente imbattibile, Jonas Vingegaard, il co-migliore ciclista al mondo nelle corse a tappe, badge che si è meritato battendo due volte di seguito Pogacar al Tour de France, prima di una tremenda caduta con relativi infortuni.
Insieme al favoritissimo danese, Pellizzari dovrà giocarsela con Egan Bernal, Enric Mas, Ben O’Connor, Adam Yates, per un secondo posto se tutto fila come deve filare, sapendo però che in tre settimane sulla strada tutto può succedere.
Di sicuro dopo dieci anni esatti l’Italia scenderà in strada con una speranza in più, riposta in Giulio Pellizzari, che non è apparso come un diamante già luminoso come Seixas, ma può diventare un pregiato pezzo di artigianato marchigiano che saprà abbellirsi anno per anno.