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Come funziona davvero l’ADUO nella F1 2026: i criteri per stilare la classifica dei motori

La FIA ha chiarito i criteri con cui verrà stilata la classifica dei motori per assegnare l’ADUO nella F1 2026. Tombazis ha spiegato che il parametro centrale sarà la potenza del motore termico, calcolata con un sistema “pesato” sul giro.
A cura di Michele Mazzeo
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Dal GP di Miami a la Formula 1 2026 entra nel mese decisivo per l'ADUO, il sistema introdotto dalla FIA per concedere opportunità di sviluppo extra ai motoristi rimasti indietro con la nuova generazione di power unit. Dopo le prime correzioni regolamentari decise per limitare le criticità emerse nelle gare iniziali, il prossimo nodo riguarda infatti la classifica dei motori: da quella graduatoria dipenderà chi potrà aggiornare la propria unità oltre i limiti ordinari previsti dal regolamento.

A chiarire il funzionamento del meccanismo è stato Nikolas Tombazis, direttore del reparto monoposto della FIA. La Federazione non compilerà una classifica basata sulla velocità complessiva delle monoposto, né sulla prestazione generale della power unit, ma sulla potenza del motore termico, cioè l'ICE. È questo il parametro che servirà a stabilire quali costruttori potranno accedere ai bonus di sviluppo dell'Additional Development and Upgrade Opportunities.

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Come la FIA calcolerà la potenza dei motori per l'ADUO

Tombazis ha spiegato che il calcolo non sarà una semplice fotografia della potenza massima. La FIA userà un metodo più raffinato, costruito sulle zone del giro in cui i cavalli contano davvero: "La potenza viene calcolata in un modo pesato sul giro: dove la potenza ha più rilevanza, tipicamente all'inizio di un rettilineo, pesa di più rispetto a dove è meno importante".

In pratica, a fare la differenza non sarà soltanto il picco di potenza raggiunto dal motore, ma il modo in cui quella spinta viene espressa nei punti più sensibili della pista. L'attenzione sarà soprattutto sull'uscita di curva e sull'inizio dei rettilinei, dove il contributo dell'endotermico incide maggiormente sul tempo sul giro.

Anche la raccolta dati seguirà un criterio preciso. La FIA prenderà come riferimento la miglior vettura di ciascun motorista e analizzerà molti giri per costruire una media attendibile: "Per ogni gara prendiamo la macchina migliore di ogni motorista, raccogliamo i dati su tanti giri e facciamo la media. Pertanto, abbiamo un approccio statistico abbastanza ragionevole che abbiamo discusso e condiviso con le squadre. Abbiamo anche dei sensori di gran lunga migliori quest'anno rispetto ai precedenti, quindi riteniamo che la misura possa essere abbastanza precisa".

I primi risultati non arriveranno però subito. La Federazione continuerà a raccogliere dati almeno fino ai GP del Canada prima di pubblicare la prima tranche utile per l'ADUO: "Stiamo ancora valutando. Abbiamo almeno un mese fino alla prima tranche di risultati dell'ADUO, quindi prima avremo sicuramente Miami e anche il Canada".

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Perché alcuni team hanno dubbi sul metodo scelto dalla FIA

Il tema più delicato riguarda le diverse filosofie tecniche adottate dai motoristi. Chi ha scelto soluzioni meno orientate alla potenza massima potrebbe risultare più penalizzato nella fotografia della FIA, pur avendo costruito un pacchetto competitivo nel bilancio complessivo della vettura. È il caso, per esempio, di chi ha sacrificato cavalli per ottenere più coppia in trazione o per favorire determinate soluzioni aerodinamiche e di packaging.

Nel caso della Ferrari, il tema è particolarmente sensibile: secondo le ricostruzioni circolate nel paddock, alcune scelte sulla SF-26 potrebbero aver ridotto la potenza pura del motore in favore di altri benefici prestazionali. Il rischio, almeno sul piano teorico, è che l'ADUO finisca per premiare non solo chi ha un motore realmente meno competitivo, ma anche chi ha volontariamente accettato una perdita di cavalli per inseguire vantaggi in altre aree.

Tombazis ha però respinto l'idea che la FIA abbia ignorato il problema. Anzi, ha spiegato che la Federazione aveva proposto ai motoristi un sistema più complesso, capace di includere anche variabili come temperatura del plenum, turbo e pressione dello scarico. La risposta, però, sarebbe stata negativa: "È chiaro che sulla prestazione pura del motore in termini di cavalli influiscono vari parametri importanti, ma secondari, come la temperatura del plenum, il turbo o addirittura la pressione sullo scarico. Più o meno un anno fa, abbiamo offerto ai motoristi una formula un po' più complicata che mettesse sul piatto anche questi parametri. Loro sono stati abbastanza categorici nel dire che non la volevano, quindi al momento noi non abbiamo correzioni di questa natura. Il regolamento è chiaro, si prende la potenza del motore".

La classifica ADUO per la F1 2026 dunque sarà costruita sulla potenza del motore termico, non su una valutazione complessiva della bontà del progetto. E proprio qui si giocherà la parte più politica del nuovo ciclo regolamentare: l'ADUO nasce per aiutare chi è in ritardo a recuperare terreno, non per alterare artificialmente le gerarchie del Mondiale. Un equilibrio sottile, che la FIA dovrà difendere con dati solidi, criteri chiari e una trasparenza sufficiente a evitare nuovi sospetti nel paddock.

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