Giro d’Italia 2026, perché la Grande Partenza e le prime tre tappe si corrono in Bulgaria

Oggi, venerdì 8 maggio parte l'edizione 109 del Giro d'Italia che ci terrà compagnia fino al prossimo 31 maggio. La Corsa Rosa si dilungherà per 3 settimane e 21 tappe lungo la Penisola ma non solo. Anche quest'anno, come oramai tradizione, la Grande Partenza avverrà all'estero, a Nessebar in Bulgaria e resterà in terra magiara per le prime tre frazioni. Una scelta che conferma la scelta dell'organizzazione a rendere sempre più "internazionale" il Giro che, per la sua sedicesima volta, scatterà all'estero.
La Grande Partenza e le tre tappe in Bulgaria: il Giro all'estero per oltre 500km
Una tre giorni lontano dall'Italia, un preludio alle tre settimane intense che poi seguiranno attraverso lo Stivale, percorso da Sud verso Nord fino allo storico arrivo a Roma. La prima tappa, di oggi, avrà come partenza Nessebar e arriverà a Burgas dopo 147 chilometri di percorso pressocché pianeggiante. Poi, domani 9 maggio la 2a tappa, da Burgas a Veliko Tarnobo su 221 chilometri nell'entroterra dove si scaleranno ascese inedite, tra cui la salita del Monastero di Lyaskovets. Infine, il 10 maggio, la tappa numero 3 da Plovdiv, lungo 175 chilometri fino all'arrivo in capitale a Sofia. È la prima volta che per la seconda edizione consecutiva la Grande Partenza sarà oltre confine: l'anno scorso in Albania, ora in Bulgaria.
Sollevando non poche perplessità, soprattutto da parte degli iscritti con diversi Team che hanno lamentato problemi logistici non secondari, visto che sarà obbligatorio un immediato turno di riposo, lunedì 11 maggio, proprio per trasferirsi in Italia.
Perché il Giro d'Italia parte all'estero: ragioni economiche e sportive
Dietro alla scelta sempre più evidente della Grande Partenza fuori dall'Italia c'è innanzitutto una scelta di promozione del "Made in Italy" del quale il Giro è un fiore all'occhiello nell'ambito sportivo: un "ambasciatore" del nostro Paese lo ha definito il presidente di RCS, Urbano Cairo. Una scelta anche per tessere importanti legami turistico e commerciali con la Bulgaria, visto che la visibilità che porterà nei tre giorni è quasi senza pari. Senza dimenticare che far ospitare la partenza del Giro significa ricevere anche proventi da parte dei Governi locali. In ultimo, c'è anche una motivazione sportiva: il Giro paga da sempre pegno rispetto al Tour de France, davanti al quale l'appeal è decisamente inferiore. L'espandersi all'estero, toccando nuovi bacini, permette di raccogliere nuovi appassionati e fare proseliti tra coloro che un domani potrebbero diventare potenziali tifosi in rosa.