Red Bull svela il reale vantaggio del motore Mercedes nella F1 2026: le stime interne per l’ADUO

Mentre i duelli in pista sono fermi a causa della sosta primaverile dettata dall'annullamento dei GP di Arabia Saudita e Bahrain, la nuova Formula 1 2026 continua a sfidarsi sui tavoli della politica. Dopo le modifiche concordate da FIA, team e motoristi per correggere le criticità emerse sulla gestione dell'energia che debutteranno nel prossimo GP di Miami, la vera partita ora si sposta sull'ADUO, il sistema che può concedere opportunità extra di sviluppo ai costruttori più indietro sul motore termico. Ed è proprio qui che la battaglia rischia di diventare decisiva per gli equilibri del Mondiale.
L'ADUO riguarda infatti soltanto la parte endotermica della power unit, non quella elettrica. La FIA dovrà stabilire la classifica prestazionale dei motoristi e decidere chi potrà intervenire nel 2026 e nel 2027. Un passaggio delicatissimo, perché il parametro non è pubblico e perché ogni concessione può spostare molti decimi. Per questo nel paddock il sospetto è già diventato parte della discussione: c'è chi teme che qualcuno abbia nascosto parte del proprio potenziale e chi, al contrario, accusa i rivali di voler condizionare la Federazione.

Mekies respinge le voci sul motore Red Bull: "Mercedes è nettamente davanti"
Negli ultimi giorni era circolata l'ipotesi che il riferimento reale non fosse più Mercedes, ma Red Bull Powertrains, al debutto con la propria power unit. Una ricostruzione che stravolgerebbe tutto, perché se Red Bull fosse davvero davanti, anche Mercedes potrebbe rientrare nel gruppo dei costruttori autorizzati a sviluppare. Laurent Mekies ha però respinto questa lettura, definendola di fatto parte del gioco politico attorno all'ADUO.
"Il giochino di tentare di stilare la classifica va avanti dai test in Bahrain, ma cerchiamo di non entrarci. L'unica cosa che vediamo dai dati è che Mercedes è nettamente davanti e un team è particolarmente indietro", ha spiegato il team principal della Red Bull, riferendosi a Honda come motorista più in difficoltà. Poi ha aggiunto: "Ferrari e Audi sono probabilmente abbastanza vicini a noi".
Ma Mekies non è limita soltanto a questo, il francese ha anche quantificato il margine della Mercedes secondo le analisi interne Red Bull: "Internamente, però, stimiamo che il margine della Mercedes sia almeno di tre decimi al giro". Una cifra enorme nella F1 attuale, soprattutto perché legata in gran parte proprio alla componente che la FIA dovrà valutare per concedere o meno l'ADUO.
Lo stesso manager transalpino ha infatti chiarito che il distacco non dipenderebbe dalla parte elettrica, già limitata dal regolamento e ulteriormente corretta dalle modifiche introdotte da Miami, ma dal motore termico. Evidente che se il gap fosse confermato e dipendesse davvero quasi interamente dall'ICE, allora Red Bull, come tutti gli altri costruttori, avrebbe argomenti per chiedere margini di sviluppo extra. Allo stesso tempo dall'altro Mercedes ha tutto l'interesse a sostenere che il gruppo sia molto più compatto.

La partita ADUO può cambiare anche il 2027
Appare chiaro che tali rivelazioni fatte da Mekies alla vigilia del GP di Miami, suonano come una risposta indiretta (ma neanche tanto) a Toto Wolff. Il team principal Mercedes sostiene infatti che l'ADUO debba essere preso in esame soltanto come strumento per aiutare chi è davvero in difficoltà, non per permettere agli inseguitori di superare chi ha lavorato meglio. In parole povere, secondo il manager austriaco, soltanto Honda ne avrebbe diritto, mentre tutti gli altri motoristi, Mercedes compresa, sarebbero vicini tra loro.
Red Bull racconta un quadro diverso: Mercedes nettamente davanti, Honda nettamente dietro, Ferrari, Audi e Red Bull in una zona intermedia. Il problema è che la FIA dovrà isolare il rendimento del solo motore termico dentro vetture molto diverse tra loro, con scelte progettuali non omogenee: turbo più piccolo o più grande, gestione degli scarichi, compromessi tra potenza, efficienza e guidabilità.
Mekies ammette che il compito della Federazione è complesso, ma al tempo stesso prova a fissare un punto dal quale non si può prescindere: il vantaggio Mercedes non sarebbe marginale. E anche se Red Bull dovesse ottenere l'ADUO, gli aggiornamenti non arriverebbero subito. Il team dovrà scegliere quando introdurli, considerando anche il limite dei motori stagionali e l'impatto sul 2027.
La partita, dunque, è appena iniziata. Le modifiche regolamentari di Miami servono a rendere più leggibile la F1 2026 in pista. L'ADUO, invece, può decidere chi avrà il diritto di riscrivere le gerarchie sotto il cofano.