video suggerito
video suggerito

Come cambia la Formula 1 dal prossimo GP a Miami: le decisioni prese nel summit tra FIA, FOM e team F1

La riunione del 20 aprile tra FIA, FOM, team e costruttori ha portato alle prime correzioni al regolamento 2026 della Formula 1. L’obiettivo è ridurre i problemi emersi nelle prime gare tra gestione dell’energia, super clipping, delta di velocità e gare sempre più condizionate dal lift and coast.
A cura di Michele Mazzeo
0 CONDIVISIONI
Immagine

Dopo tre Gran Premi che avevano già messo in evidenza i limiti del nuovo impianto regolamentare, la Formula 1 ha scelto di intervenire subito. La riunione online andata in scena oggi tra FIA, FOM, team principal e amministratori delegati dei produttori di power unit si è chiusa con l'accordo su una serie di perfezionamenti al regolamento 2026 che verranno introdotti già dal prossimo GP di Miami, fatta eccezione per le modifiche relative alle partenze, che saranno invece testate in Florida e poi eventualmente adottate dopo ulteriori verifiche.

La sostanza della decisione è semplice: la FIA non ha stravolto la filosofia della nuova Formula 1, ma ha corretto alcuni dei punti che nelle prime tre gare hanno generato più problemi sul piano dello spettacolo, della sicurezza e della guidabilità. Le modifiche approvate all'unanimità sono infatti il risultato delle consultazioni portate avanti nelle ultime settimane con i rappresentanti tecnici e con un contributo diretto anche dei piloti, sulla base dei dati raccolti nei primi tre eventi del Mondiale.

Immagine

Le modifiche alle qualifiche: meno ricarica, più prestazione

Il primo pacchetto di interventi riguarda le qualifiche, il contesto in cui le storture del regolamento 2026 si erano viste con maggiore evidenza. La FIA ha deciso di modificare i parametri di gestione dell'energia con l'obiettivo dichiarato di promuovere le prestazioni e ridurre il peso eccessivo della batteria nella costruzione del giro secco.

La modifica principale è la riduzione della ricarica massima consentita da 8 MJ a 7 MJ. L'obiettivo è ridurre il prelievo eccessivo di energia e favorire una guida più costante a pieno regime. Un modo per far sì che vi siano meno fasi in cui il pilota è costretto a pensare prima alla batteria che alla prestazione pura. Secondo la FIA questa correzione servirà anche ad abbassare la durata massima del superclip a circa 2-4 secondi per giro.

Accanto a questo arriva anche l'altra modifica più attesa: l'aumento della potenza di picco del superclip da 250 a 350 kW. È un intervento pensato per ridurre ulteriormente i tempi di ricarica e alleggerire il carico di lavoro del pilota nella gestione energetica. Un correttivo importante, perché nelle prime gare era emerso con chiarezza quanto il super clipping fosse diventato uno degli elementi più invasivi e artificiali del nuovo regolamento.

La FIA ha inoltre stabilito che il numero di eventi in cui potranno essere applicati limiti di energia alternativi inferiori sale da 8 a 12 gare, così da consentire un adattamento maggiore alle caratteristiche dei diversi circuiti.

Immagine

Le nuove regole per la gara: meno differenze improvvise tra le auto

Le modifiche non si fermano alle qualifiche. Una parte molto rilevante del pacchetto approvato riguarda infatti la gara, con un obiettivo preciso: aumentare la sicurezza e rendere più costante la prestazione delle vetture.

La novità principale è che la potenza massima disponibile tramite Boost in gara viene limitata a +150 kW, oppure al livello di potenza già espresso dalla vettura al momento dell'attivazione se superiore. La ratio della norma è chiara: evitare differenze troppo brusche e improvvise di prestazione tra monoposto in situazioni energetiche differenti.

Sempre in gara, la FIA ha deciso che l'erogazione di potenza dell'MGU-K verrà mantenuta a 350 kW nelle zone di accelerazione più importanti, cioè dall'uscita di curva fino al punto di frenata, comprese le zone di sorpasso. Nel resto del giro, invece, sarà limitata a 250 kW. In questo modo si prova a contenere i delta di velocità troppo elevati senza compromettere del tutto le opportunità di attacco e le caratteristiche prestazionali complessive delle vetture.

È qui che si coglie meglio il senso politico e tecnico dell'intervento FIA: correggere i punti più estremi del regolamento 2026 senza smentirne completamente l'impianto. Il problema, emerso già nelle prime gare, era che l'enfasi sulla gestione dell'energia stava producendo monoposto molto diverse da quelle immaginate sulla carta, con fasi di gara spezzate da deployment, ricarica e improvvisi sbalzi di prestazione.

Immagine

Le novità sulle partenze: Miami sarà un test

Un altro capitolo delicatissimo è quello delle partenze, sul quale però la FIA ha scelto una strada più prudente. Le nuove soluzioni non entreranno subito in vigore in modo definitivo, ma verranno testate a Miami prima di un'eventuale introduzione stabile.

È stato sviluppato un nuovo sistema di rilevamento della partenza a bassa potenza, capace di identificare le auto con un'accelerazione anormalmente bassa subito dopo il rilascio della frizione. In questi casi scatterà un dispiegamento automatico dell'MGU-K, pensato per garantire un livello minimo di accelerazione e ridurre i rischi legati alla partenza senza introdurre vantaggi sportivi.

A questo verrà associato anche un sistema di segnalazione visiva, con luci lampeggianti posteriori e laterali sulle vetture coinvolte, così da avvisare i piloti che seguono di una situazione anomala. È stato inoltre previsto un azzeramento del contatore di energia all'inizio del giro di formazione, misura introdotta per correggere una incoerenza di sistema già individuata.

Immagine

Cambia qualcosa anche sul bagnato

Il comunicato FIA chiarisce poi che le modifiche toccano anche le condizioni di bagnato, altro fronte su cui i piloti avevano espresso osservazioni nelle ultime settimane.

La temperatura del rivestimento termico degli pneumatici intermedi è stata aumentata per migliorare l'aderenza iniziale e la prestazione della gomma sul bagnato. In parallelo verrà ridotto l'intervento massimo del sistema ERS, limitando la coppia disponibile e migliorando il controllo della vettura in condizioni di scarsa aderenza.

Infine sono stati semplificati anche i sistemi di illuminazione posteriore, con segnali visivi più chiari e coerenti per aiutare la visibilità e il tempo di reazione dei piloti che seguono quando la pista è molto bagnata o la visibilità è ridotta.

La Formula 1 corregge se stessa prima che sia troppo tardi

La decisione presa oggi racconta una verità che nel paddock era già chiara da tempo: la Formula 1 2026, così come si era vista nei primi tre weekend della stagione, aveva bisogno di correttivi immediati. Le gare e soprattutto le qualifiche avevano mostrato una dipendenza troppo marcata dall'energy management, con piloti costretti a continue fasi di recupero e rilascio dell'energia e con differenze di velocità considerate eccessive in alcune situazioni.

La FIA ha deciso di intervenire senza aspettare oltre, ma lo ha fatto scegliendo la via del ritocco e non quella dello strappo. È un compromesso che tiene insieme esigenze sportive, sicurezza e inevitabili interessi politici dei costruttori, tutti coinvolti in un regolamento nato in modo condiviso e ora corretto con lo stesso metodo.

Le proposte approvate oggi saranno ora sottoposte a votazione elettronica del FIA World Motor Sport Council che andrà in scena lunedì 27 aprile, con l'obiettivo di renderle effettive prima del Gran Premio di Miami del 3 maggio, fatta eccezione per il pacchetto relativo alle partenze che verrà sperimentato e analizzato proprio nel weekend americano. È il primo vero tagliando della nuova F1: non una rivoluzione, ma una correzione profonda di una Formula 1 che, alla prova dei fatti, stava già mostrando troppe crepe.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views