Danilo Petrucci corre da più di un anno con Ducati sapendo di essere già fuori dai piani futuri della casa di Borgo Panigale. Il pilota ternano già dalla scorsa stagione sapeva che nel 2021 non avrebbe avuto una sella assicurata nel team dato che i dirigenti del team non volevano più puntare su di lui. Per questo la stupenda vittoria ottenuta a Le Mans nel GP di Francia, nona prova del Mondiale 2020 di MotoGP, suona come una vera e propria rivincita per Danilo Petrucci.

Nonostante corresse già da futuro pilota della KTM (dal 2021 passerà nel team satellite della casa austriaca Tech3) e venisse da un periodo non molto positivo, sotto la pioggia di Le Mans il 30enne di Terni ha sfruttato la grossa occasione concessagli dalle condizioni metereologiche per dimostrare alla Ducati che probabilmente avrebbe meritato un po' più di fiducia. Petrux, specialista delle gare sul bagnato, ha colto l'opportunità veleggiando verso il traguardo del circuito Bugatti senza esitazioni mettendo in riga tutti gli avversari senza mostrare alcuna esitazione.

E soprattutto senza farsi prendere da quella "paura di vincere" di cui sono stati vittima i due piloti che prenderanno il suo posto nel team ufficiale Ducati (e quello di Andrea Dovizioso) dalla prossima stagione, vale a dire Pecco Bagnaia nello scorso GP dell'Emilia Romagna e Jack Miller, altro specialista delle gare sotto la pioggia, nel GP di ieri.  Il tutto nonostante Danilo Petrucci non sia un habitué della vittoria nella classe regina (quello di Le Mans è solo il secondo successo ottenuto in MotoGP in carriera).

Una rivincita servita in gara dunque. L'unica che conta per un pilota. Una vittoria con cui ha zittito i critici (e non solo in senso figurato dato che il pilota della Ducati dopo il traguardo si è portato l'indice al casco facendo segno di ‘stare tutti zitti') e che gli ha permesso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, ma senza infierire: "È stato un periodo molto difficile – ha infatti detto il classe '90 al termine della corsa –Molte persone non credevano che sarei potuto tornare sul podio, è stato un anno molto lungo. La mia storia con la Ducati è lunga, ho lottato con grandi nomi per esserci, ora hanno capito anche altre cose".