Il presidente della Fia e ex direttore della Scuderia Ferrari Jean Todt, 73 anni / Getty
in foto: Il presidente della Fia e ex direttore della Scuderia Ferrari Jean Todt, 73 anni / Getty

La Formula 1 guarda al suo futuro che dovrà essere deciso molto presto: al termine del 2020 scadrà infatti il patto della Concordia, l’accordo commerciale che regola la partecipazione e il trattamento economico delle squadre iscritte al campionato di F1, e non tutti i team – in particolare alcune Scuderie di prim’ordine come la Mercedes e la Ferrari, si sono dette non certe di continuare. Il nodo sta proprio nella definizione delle condizioni presenti nel documento, il cui contenuto è riservato, e che verranno ridiscusse in vista del nuovo accordo. Uno degli obiettivi è quello di ampliare il numero di squadre iscritte al campionato, favorendo l’ingresso di nuovi team. L’ultima squadra in ordine di tempo a debuttare in Formula 1 è stata la Haas nel 2016: l’ingresso della scuderia statunitense aveva riportato a undici il numero delle squadre del campionato, ma la successiva chiusura della Manor Racing ha riportato la griglia a dieci team. Nel 2012, invece, le squadre iscritte erano addirittura dodici (Caterham, Ferrari, Force India, HRT, Lotus, Marussia, McLaren, Mercedes, Red Bull, Sauber, Toro Rosso e Williams) per un totale di 24 piloti sullo schieramento di partenza.

Todt sogna una Formula 1 con 12 squadre

Numeri che in molti auspicano di rivedere, tra cui anche un personaggio influente come Jean Todt, attuale presidente della FIA ed ex direttore della Scuderia Ferrari ai tempi di Michael Schumacher. È stato lo stesso Todt ad ammettere che la FIA è al lavoro con la nuova proprietà della Formula 1, Liberty Media, e le squadre alla definizione del nuovo Patto della Concordia, i cui dettagli finanziari saranno determinanti per la futura partecipazione di vecchi e nuovi team al campionato. “Si tratta di un dibattito articolato, al momento abbiamo dieci squadre solide – ha esordito il manager francese in un’intervista a Motorsport Weekma preferirei avere un campionato a dodici squadre. Penso che sia il numero giusto per la Formula 1. Detto questo, potrebbe funzionare anche con dieci team, ma a condizione di avere dieci buoni team competitivi, allora potrebbe funzionare”.

Gli attuali team principal – aggiunge Todt – non sono contenti di affrontare questo argomento, perché per loro significherebbe un cambiamento nella distribuzione del guadagni. Ma questo aspetto è parte della discussione. Come sapete, stiamo parlando con la proprietà della Formula 1 e con i team sul rinnovo del Patto della Concordia oltre il 2020 e valutando diversi aspetti”. L’obiettivo, ad ogni modo, non è quello di allargare la griglia di partenza ad ogni costo. “Penso che la nostra priorità non debba essere il numero di squadre in sé ma che queste siano sane, competitive e di qualità per lo spettacolo. Su questo aspetto siamo completamente d’accordo con Chase Charey (il ceo della Formula 1, ndr) e il suo gruppo. Avere un’undicesima o dodicesima squadra che si ritrovino in difficoltà non aggiungerebbe nulla per i fan e non migliorerebbe lo sport”.

Preferirei dodici squadre sane rispetto a dieci squadre sane, ma non vorrei dieci squadre sane e due squadre in difficoltà – ha ridabito Todt – . Se potessimo essere convinti che ci siano davvero squadre solide pronte a partecipare, sarei felice di rivedere dodici squadre in Formula 1”.