La crisi della Ducati stravolge la MotoGP: perché oggi Marc Marquez e Bagnaia non dominano più

Cosa sta succedendo alla Ducati e a Marc Marquez? Il Gran Premio di MotoGp di Austin ha confermato come ormai le gerarchie in pista siano state riscritte. Almeno in questa porzione di Mondiale. Domina l'Aprilia, con Marco Bezzecchi e Jorge Martin, ancora davanti a tutti. Soffre, e anche tanto, la moto di Borgo Panigale con le gomme che, almeno per adesso, sembrano essere il tallone d'Achille. Ne ha parlato Pecco Bagnaia facendo riferimento allo pneumatico posteriore "che si è proprio disintegrato" quando "a tre giri dalla fine ho provato a fare un giro un po' più spinto". Lo ha lo stesso campione del mondo spagnolo che, pur assumendosi in pieno la responsabilità del momento di difficoltà ("sono io a mancare, non riesco a guidare la moto") ha offerto uno spunto di riflessione ulteriore per interpretare le prestazioni. "Se ci fate caso, i miei giri più veloci in gara sono stati dal giro 6, 7, 8, 9 o 10 in poi, quando la gomma inizia a consumarsi. Mentre nelle tornate iniziali, quando la gomma è ‘fresca' la moto è più aggressiva e occorre più forza. E io per adesso non ce la faccio".
Perché Ducati è indietro rispetto ad Aprilia: la questione delle gomme
Nel Gran Premio del Brasile la prima Ducati (quella di Fabio Di Giannantonio) ha tagliato il traguardo con 3.7 secondi di ritardo rispetto al vincitore, Bezzecchi, che ha conquistato tutte le ultime quattro corse disputate tra fine 2025 e inizio 2026. Un segnale fortissimo che il vento stava cambiando e che oggi è di stretta attualità. Cosa può essere mai successo? Le gomme più rigide risultano più "scivolose" per la Ducati: meno efficaci in frenata, soprattutto per Marquez. Anche in accelerazione sono emerse difficoltà nel trasferire tutta la potenza a terra.
E se il pilota iberico ha preferito spostare l'attenzione limiti tecnici della GP26, Bagnaia è andato più a fondo nella questione dopo aver perso la vittoria della Sprint per il deterioramento della gomma posteriore e per un rendimento in gara disastroso. "In tutte le prime tre gare della stagione ho faticato molto alla domenica: non riesco a spingere come vorrei". E anche adattandosi a questa condizione "finisco con la gomma posteriore distrutta". Il motivo? "È difficile fermare la moto quando spinge così con l'anteriore, quindi devo girare usando il posteriore, ma così la gomma va a pezzi".
Il cambio di "carcassa" e il Gp in Europa: Ducati alla prova del nove
La stagione è già segnata? Non esattamente… secondo le deduzioni più ottimistiche dovrebbe trattarsi di un gap temporaneo. La Desmosedici non dà il meglio di sé con le gomme dalla carcassa dura, set che saranno sfruttati fino all'avvio della stagione europea (il 26 aprile c'è la tappa a Jerez de la Frontera). Solo allora si capirà se i distacchi registrati finora sono "colpa" solo della mescola dura oppure se, effettivamente, il livello di competitività di Aprilia ha fatto un notevole balzo in avanti a prescindere, considerati tutti i progressi evidenziati nella seconda parte del Mondiale scorso.