Arrivabene critica la strategia Ferrari a Monaco: “Pensavo Leclerc scendesse gettando il volante”

Il GP di Monaco della Formula 1 2026 ha lasciato alla Ferrari molto più di un ritiro e di un doppio podio sfumato. Prima dell'incidente che ha messo fine alla gara di Charles Leclerc, a far discutere è stata anche la gestione strategica del muretto durante la Safety Car: il doppio pit-stop con Lewis Hamilton e il monegasco ha finito per cancellare il vantaggio virtuale che, pur essendo fisicamente alle sue spalle, il padrone di casa aveva sul compagno di squadra, già gravato da una penalità di cinque secondi per eccesso di velocità in pit-lane.
A criticare in modo durissimo quella scelta è stato Maurizio Arrivabene, ex team principal della scuderia di Maranello, intervenuto nella trasmissione Race Anatomy su Sky nel post gara. Il suo giudizio è stato netto: "Quando ho visto questa roba qua ho pensato: ‘adesso Charles scende dalla macchina e butta via il volante'". Poi ha aggiunto: "È stato bravo a mantenere la calma, poi si è fatto sentire via radio, ma non avrei mai preso una decisione così. Non si fa", sottolineando come lui, fosse stato al muretto Ferrari, non avrebbe assecondato quella strategia.

Perché il doppio pit-stop Ferrari ha penalizzato Leclerc
Il riferimento è a quanto avvenuto in regime di Safety Car. Hamilton era un paio di secondi davanti in pista a Leclerc, ma aveva una penalità di 5 secondi da scontare. Per questo, nella classifica reale, Charles era virtualmente davanti: gli sarebbe bastato rimanere entro quel margine per prendersi la posizione. La Ferrari, invece, ha richiamato entrambe le monoposto nello stesso giro. Il sette volte campione del mondo, essendo davanti, si è fermato per primo e ha potuto scontare la penalità durante il pit-stop; il 28enne di Monte Carlo è arrivato subito dopo ed è stato costretto ad attendere dietro al compagno, perdendo di fatto quella seconda posizione virtuale che aveva.
La spiegazione del muretto Ferrari è arrivata da Jerome D'Ambrosio, vice di Fred Vasseur, che ha ammesso come la scelta non fosse ideale per Leclerc, ma l'ha difesa come decisione presa per proteggere il risultato complessivo della squadra. Restare fuori un altro giro, secondo la Ferrari, avrebbe potuto esporre Charles al rischio di perdere ancora più tempo, anche per la posizione della Safety Car in pista.

Ed è proprio su questo punto che Arrivabene è in disaccordo con la la decisione presa dal muretto. L'ex team principal infatti non contesta soltanto il risultato della chiamata, ma il principio: in quel momento la Ferrari aveva due piloti in condizioni strategiche diverse. Hamilton doveva scontare la penalità, Leclerc no. Fermarli insieme significava di fatto proteggere il britannico e togliere al monegasco la possibilità di sfruttare un vantaggio che si era creato in pista e per regolamento.
Le alternative non mancavano: lasciare fuori entrambi e aspettare che la penalità di Hamilton venisse applicata al traguardo, fermare solo Lewis per scontare i cinque secondi, oppure fermare tutti e due ma in due giri differenti accettando il rischio di una scelta più aggressiva per Leclerc. Ferrari ha scelto invece la soluzione più conservativa, ma anche quella più dolorosa per Charles.
Il suo GP sarebbe poi finito contro il muro, con Leclerc furioso per i presunti problemi ai freni posteriori già accusati in Canada. Ma prima ancora dell'incidente, Monaco aveva già aperto un altro fronte interno: quello di una strategia che, agli occhi di Arrivabene e non solo, ha penalizzato il pilota che in quel momento era virtualmente davanti.