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Leclerc ha rivoltato la sua Ferrari durante il GP Silverstone: il cambio radicale dietro la vittoria

Charles Leclerc ha cambiato radicalmente assetto e filosofia sulla Ferrari dopo la Sprint Race di Silverstone: così ha ritrovato feeling e vittoria.
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La vittoria di Charles Leclerc a Silverstone non nasce soltanto dal problema tecnico che ha tolto di mezzo Kimi Antonelli nel finale del GP di Gran Bretagna della Formula 1 2026. Il weekend del monegasco è cambiato molto prima: tra la Sprint Race e le qualifiche del sabato pomeriggio, quando sulla sua Ferrari SF-26 è stato fatto un intervento profondo, più di filosofia che di semplice assetto.

La Sprint aveva raccontato un Leclerc ancora non del tutto a proprio agio. Partenza sbagliata, ritmo non sempre pulito, sensazione di non riuscire a portare la macchina al limite come vorrebbe. La Ferrari era competitiva, come dimostrava Hamilton, ma il 28enne di Monte Carlo non riusciva ancora a portarla nella direzione che più esalta la sua guida: ingresso curva aggressivo, tanta velocità in percorrenza, fiducia immediata nel posteriore quando tornava sul gas.

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Il cambio sulla Ferrari dopo la Sprint Race

È lì che il weekend si è ribaltato. Charles Leclerc e il suo lato del box hanno scelto di cambiare strada: non adattare completamente il pilota alla macchina, ma provare a riportare la macchina verso il pilota. Una distinzione sottile solo in apparenza, perché sulle F1 2026 ogni dettaglio si tiene insieme: assetto meccanico, differenziale, ripartizione della frenata, gestione dell'erogazione elettrica e modo in cui la potenza viene distribuita in uscita curva.

A Silverstone questo contava ancora di più. Con le nuove power unit, la gestione dell'energia è diventata decisiva: se la macchina scivola, se costringe il pilota a correggere o se non permette di aprire il gas nel punto giusto, non si perde solo velocità in curva. Si consuma anche più energia per ricostruire velocità sul rettilineo successivo. Per questo il cambiamento fatto sulla Ferrari di Leclerc non va letto come una semplice regolazione di ala o bilanciamento: è stato un tentativo di rendere la SF-26 più naturale per il suo stile.

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Perché Leclerc non ha copiato Hamilton

Il confronto interno con Lewis Hamilton è stato inevitabile, perché l'altra Ferrari funzionava meglio già dal venerdì. Si potrebbe pensare che il monegasco abbia deciso di copiare l'assetto del sette volte campione del mondo, ma i fatti dicono che non è così. Anzi, dicono che la chiave è opposta. Charles infatti ha usato i dati per capire dove perdeva, poi ha scelto di non snaturarsi. Ha cercato una strada che gli permettesse di tornare a guidare come sa, non di trasformarsi in un altro pilota.

Il risultato si è visto subito. In qualifica Leclerc è passato dalla frustrazione della Sprint alla prima fila, davanti a Hamilton e vicino alla pole di Antonelli. Soprattutto, è tornato quel feeling che gli mancava da settimane: la capacità di sentire il limite della macchina e di arrivarci senza doverla inseguire curva dopo curva.

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La gara ha confermato il passo avanti. Il pilota di Monte Carlo è scattato bene, ha preso il comando e ha costruito la sua vittoria nella prima parte, quando Hamilton invece ha faticato di più con il bilanciamento della sua Ferrari (a causa di un'ala più scarica che gli ha provocato molto sottosterzo). Il problema di Antonelli ha tolto pressione nel finale, ma non cancella il dato tecnico del weekend: Leclerc ha ritrovato la Ferrari adattandola a se stesso.

Non è detto che questo risolva tutta la stagione. Ma Silverstone può certamente diventare un punto di svolta: il giorno in cui Leclerc ha smesso di rincorrere l'adattamento alla SF-26 e ha trovato il modo di portarla dentro il suo modo di guidare. Un vero e proprio cambio di filosofia, come, del resto, lui stesso lo ha definito.

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