Felice Gimondi è morto tragicamente oggi a Giardini Naxos. L'Italia ha perso uno dei più grandi ciclisti di sempre. Il bergamasco è uno dei sette corridori capaci di vincere tutte e tre le grandi corse a tappe. In tanti lo hanno voluto ricordare. Innanzitutto sono arrivate le parole di Francesco Moser:

Con Felice abbiamo passato tanti anni assieme, non mollava mai, pensavi di averlo staccato ma alla fine era sempre lì, era un duro. Nessuno si aspettava questa morte anche se ultimamente non stava molto bene. L'ultima volta che ho visto Felice è stato quest'anno a Courmayeur, il 25 maggio, nella tappa che ha consacrato poi Carapaz a vincitore del Giro 2019. Con Felice abbiamo mangiato assieme in un ristorante e abbiamo parlato sia dei nostri anni che del ciclismo di oggi.

A marzo lui, Saronni ed io eravamo a Pinerolo per la presentazione di quella tappa. Ci sentivamo spesso, a lui piaceva il vino, mi ricordo che gli abbiamo dato un Moscato giallo e lui è venuto a trovarmi alla cantina di Gardolo. Mi ricordo come se fosse qualche anno fa il Giro del 1976 quando lui cadde nella tappa che arrivava a Longarone. Il gruppo lo aspettò e solo così riuscì a non compromettere la vittoria di quel Giro.

Il dolore di Merckx

Felice Gimondi ha avuto una carriera strepitosa e avrebbe potuto vincere ancora di più se nella sua strada non avesse trovato il grande Eddie Merckx, il ‘cannibale', uno dei più grandi ciclisti di sempre, che aveva un grande rapporto di amicizia con l'italiano e affranto ha detto:

Perdo prima di tutto un amico e poi l’avversario di una vita. Abbiamo gareggiato per anni sulle strade l’un contro l’altro, ma siamo diventati amici a fine carriera. L’avevo sentito due settimane fa così come capitava ogni tanto. Che dire, sono distrutto. Felice è stato prima di tutto un grande uomo, un grande campione, purtroppo ce lo hanno portato via.

È una grande perdita per il ciclismo. Mi vengono in mente tutte le lotte che abbiamo fatto insieme… Un uomo come Gimondi non nasce tutti i giorni, con lui se ne va una fetta della mia vita. È stato tra i più grandi di sempre.