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Giro d'Italia 2026

Vingegaard “neutralizza” la tappa di Milano: “Se non lo si faceva, al 100% arrivava la caduta di gruppo”

Jonas Vingegaard. in Maglia Rosa, si è fatto portavoce del malcontento generale obbligando la Direzione Corsa a neutralizzare il finale: “Strade malmesse e binari del tram, se non lo si faceva al 100% arrivava la caduta in volata”
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La tappa di Milano, la 15a del Giro d'Italia con cui si è conclusa la seconda settimana della Corsa Rosa ha visto ancora una volta fallire il tentativo dei velocisti di giocarsi il traguardo ma soprattutto è stata una frazione ricca di polemiche e di situazioni al limite. Che hanno visto sotto l'occhio della critica soprattutto il circuito finale cittadino di circa 15 chilometri da ripetere quattro volte. Che ha spinto i corridori a pretendere la neutralizzazione dell'ultimo tratto per un fondo stradale oltre i limiti della sicurezza, con la Maglia Rosa Jonas Vingegaard che ha tenuto un lunghissimo colloquio con l'auto della Direzione di Corsa con cui ha strappato l'accordo finale: "Se non avessero accettato, ci sarebbe stata la caduta in volata al 100%".

Le polemiche a Milano, dalla testata di Zanoncello al manto stradale dissestato

Dopo cinque anni di attesa Milano ha riabbracciato il Giro d'Italia ma l'ha fatto nel modo peggiore, con una serie di polemiche e situazioni che hanno relegato la vittoria di Fredrik Dversnes Lavik, che ha regolato in una voltata ristretta gli altri tre compagni di una fuga lunghissima durata praticamente da Voghera all'arrivo in Corso Venezia. Nei tratti finali, c'è stata la bruttissima figura rimediata da Enrico Zanoncello che è stato squalificato ed escluso dal Giro per la testata rifilata a Donaldson, poi finito a terra. Ma anche prima ci sono stati diversi problemi di gestione del traguardo a causa del manto stradale milanese totalmente accidentato.

La neutralizzazione dell'ultimo Giro, Vingegaard interviene: "Scelta di gruppo, appena sul circuito abbiamo capito"

Un problema non da poco che ha aperto l'acceso dibattito durante la tappa. Prima la Giuria ha comunicato che la neutralizzazione sarebbe arrivata non a 3 ma a 5 chilometri dall'arrivo, poi l'ulteriore cambio di rotta: la Direzione ha preso una muova decisione a causa della pericolosità segnalata dai corridori sul tracciato urbano, neutralizzando l'intero ultimo giro di circa 16 chilometri. Una scelta "obbligata" per salvaguardare la sicurezza dei corridori con i tempi per la classifica generale che sono stati congelati al penultimo passaggio sulla linea del traguardo.

A far da "traino" per questa scelta è stato Jonas Vingegaard in persona: il capitano della Visma, dopo aver ascoltato e essersi confrontato con il gruppo si è visto dialogare animatamente e a lungo con l'auto della Direzione di Corsa, per "pretendere" la neutralizzazione sul finale. "Il circuito era troppo pericoloso, sì, tutti pensavamo che fosse troppo pericoloso" ha poi spiegato nel dopo tappa Vingegaard. "Praticamente per tutto il tempo non mi sono mai sentito davvero al sicuro nel cercare di prendere la borraccia o fare qualsiasi altra cosa. E poi i binari del tram: ce n'erano molti ed era molto molto sconnesso passarci sopra"

"Quando siamo entrati nel circuito, e non voglio entrare nei dettagli, ci siamo avvicinati all’auto del Presidente di Giuria e abbiamo parlato a lungo" ha proseguito la Maglia Rosa che si è fatta portavoce del gruppo che si era lamentato del pavé sconnesso e delle tante rotaie da attraversare. "Come corridori dobbiamo essere contenti che ci siano venuti incontro, e voglio ringraziare anche l’organizzazione. È stata una decisione di tutto il gruppo, e non presa solo da me: tutti avevano la stessa visione delle cose, se si fosse arrivati in volata ci sarebbe stata la caduta al 100%. Perciò ho sentito di avere una certa responsabilità sulle spalle e mi sono rivolto alla Giuria e all’organizzazione, e ci hanno ascoltato".

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