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Giro d'Italia 2026

Vingegaard a Pila si prende tutto, tappa e Maglia Rosa: “Avevamo messo una ics, il piano è riuscito”

Alla prima tappa alpina Vingegaard vince in solitaria e si prende la vittoria di tappa (terza in questo Giro d’Italia) ma soprattutto è la nuova Maglia Rosa. Resiste il solo Gall, secondo, davanti a Hindley. Ottima reazione anche di Pellizzari, Eulalio crolla.
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Jonas Vingegaard come nelle previsioni si è preso il terzo successo di questo Giro d'Italia, conquistando la tappa di Aosta-Pila la prima vera alpina. Una progressione a 5 dal traguardo ha sgranato il gruppo dei migliori, dove si sono subito staccati prima Eulalio e poi Aresman. Con il danese della Visma primo in solitaria, secondo è arrivato il solito granitico Gall, terzo Hindley. Splendidi gli italiani in una tappa esaltante: Piganzoli è quarto, Pellizzari entra in crisi ma poi reagisce e chiude quinto. Bravissimo anche Ciccone che ha provato il tutto per tutto nella maxi fuga di giornata, raggiunta solo nel finale.

Le dichiarazioni di Piganzoli e Vingegaard a fine tappa: "C'era un piano, lo abbiamo conquistato"

Piganzoli, gregario di Vingegaard ha spiegato a fine tappa l'obiettivo raggiunto: "Non ci interessava nulla di nessuno, avevamo un programma preciso. Sul bus ci siamo detti che questa sera avremmo avuto la Maglia Rosa sulle spalle e così è stato. Abbiamo fatto andare via la fuga, enorme, ma senza alcun problema. Jonas è stato bravissimo, il più forte come ci eravamo prefisstati". Anche Vingegaard ammette che oggi sarebbe stato il giorno decisivo per questo Giro: "Avevamo segnato questo giorno con una X, in rosso. Oggi è stato speciale e ringrazio la squadra che ha fatto un lavoro enorme.

Volevamo la vittoria di tappa e la Maglia Rosa, abbiamo cercato di rendere dura la gara e così è stato. Il piano è andato meglio del previsto, anche vedendo i distacchi in classifica generale, Non so se manterrò anche la maglia Azzurra perché è importante, ma intanto è un bellissimo Giro d'Italia"

Grand'Italia tra Aosta e Pila: Pinganzoli, Pellizzari, Caruso e Ciccone protagonisti

Anche se la vittoria è stata  monopolizzata dalla Visma e da Vingegaard, è anche vero che è stata Grand'Italia sulle strade alpine della seconda settimana di Giro d'Italia. Davide Pingazoli è stato straordinario ultimo gregario del suo capitano, portandolo allo scatto per la vittoria per poi tenere i ritmi dei migliori e gestendo i rientri degli avversari, scalando posizioni in classifica generale. Un'ottima conferma in vista delle prossime salite. Poi Giulio Pellizzari che ha risposto a critiche e dubbi nel modo migliore: ha imparato dagli errori del Blokhaus ed è salito col proprio ritmo, entrando in crisi e rientrando. Un elemento fondamentale per capitan Hindley che ha accompagnato fino al traguardo. E anche per l'italiano della Bora, nuova classifica generale più che eccellente.

Altri due italiani hanno animato la gara però, pur non essendo nella TopTen. Damiano Caruso, gregario d'esperienza che ha trascinato la Maglia Rosa di Eulalio finché ha potuto, scortandolo sulle rampe più dure, aiutandolo offrendogli acqua e borracce, mettendo la propria esperienza a  totale favore del giovane compagno portoghese. E poi Giulio Ciccone, indomito guerriero di giornata: è entrato nella maxi fuga, l'ha alimentata, ha risposto ad ogni contrattacco, ha provato a scappare da solo. Poi, è stato riassorbito nel finale, ma ci ha provato ancora una volta con tutto se stesso. Ed oltre.

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