Siamo alla seconda classica Monumento del 2021, il Giro delle Fiandre, è già si parla di delusi e rese dei conti fra i tre grandi che hanno dominato la parte finale dello strano 2020 ciclistico e l’inizio di questo anno ancora pandemico. Si daranno ancora una volta strenua battaglia il belga Wout van Aert, l’olandese Mathieu van der Poel e il francese Julian Alaphilippe, i dominatori del ciclismo di un giorno, ma senza lo scalpo della Sanremo. Nella prima classica monumento infatti, la Milano-Sanremo, come spesso succede, fra i tre grandi che si marcano ci è scappato il quarto che nessuno aspettava, Jasper Stuyven.

E in questo Fiandre tanti saranno le variabili impazzite, da considerare con maggiore attenzione. Iniziamo con il percorso, come sempre duro e per ciclisti davvero completi. I chilometri da percorrere saranno 254,3, da Anversa a Oudenaarde, con ben 19 muri, molti dei quali spaccagambe, nonostante anche per questa edizione sia stato eliminato il Grammont.

I primi 80 chilometri sono solo un preparazione ai settori di pavé, come Lippenhovestraat e Paddestraat, che saranno i primi a essere percorsi per poi iniziare il calvario dei muri, con il Kattenberg come prima difficile prova. Dai 50 chilometri dal traguardo in poi non c’è un attimo di respiro. Secondo passaggio sul Vecchio Kwaremont, a circa 55 chilometri dal traguardo, per poi andare subito sul Paterberg, 360 metri di pavé al 12,9% con un punta al 20%, e procedere verso il temutissimo Koppenberg, un muro di 600 metri in pavé con pendenze che arrivano fino al 22%. Non è finita qui, per chiudere terzo passaggio sul Vecchio Kwaremont e poi ancora il Paterberg. Un vero stillicidio per gambe e cervello.

La start list è di nuovo stellare e torniamo ai soliti tre, ancora una volta i favoriti d’obbligo. Wout van Aert ha vinto la Gand-Wevelgem sui nostri Nizzolo e Trentin e ha dimostrato di aver raggiunto una consapevolezza enorme per quel che può fare in una gara, ormai senza avere più limiti per le difficoltà di un percorso. Per Mathieu van der Poel questa è la gara perfetta, piena di saliscendi mostruosi su cui può scatenare tutta la sua potenza, tanto è vero che nel 2020 ha vinto proprio lui ai danni del belga. E infine Julian Alaphilippe, meno potente degli altri due, ma se arriva ancora con forze agli ultimi due muri, il suo scatto secco può fare la differenza.

Ma questa volta ci potrebbe essere un quarto grande favorito, uno che ha vinto di tutto, tante volte e anche questa gara nel 2016 battendo Fabian Cancellara. Stiamo parlando di Peter Sagan, il quale ha dimostrato di aver ritrovato un grande colpo di pedale alla Vuelta a Catalunya, dove ha vinto la tappa che terminava a Mataró.

Insieme a questi quattro poi una lista di outsider enorme. Si va da chi ha già vinto il Ronde van Vlaanderen come Niki Terpstra, Alberto Bettiol, anche se ha avuto la febbre in settimana, Philippe Gilbert, Alexander Kristoff e con loro i tanti piazzati di questi anni come Mads Pedersen, Greg Van Avermaet e Sep Vanmarcke, che bisogna tenere d’occhio perché ha tutta la Israel Start-Up Nation al suo servizio. Tra gli italiani il più indicato su queste strade è Matteo Trentin, terzo alla Gand-Wevelgem, mentre Nizzolo, secondo nella stessa gara, non dovrebbe avere il fondo degli altri, ma è sempre da considerare. C’è anche Sonny Colbrelli, quarto sempre alla Gand-Wevelgem, e altro corridore perfetto per il Fiandre. A questi bisogna aggiungere almeno altri due nomi, quello di Michael Matthews, che sui muri può piazzare il colpo vincente e Stefan Küng che ha un motore fantastico.

Sarà ancora una volta una corsa senza un attimo di respiro, come ormai tutte le gare ciclistiche ci stanno abituando. Terminato il Fiandre, non si corre la Parigi-Roubaix, spostata a ottobre ma ci si prepara per il trittico Amstel Gold Race, Freccia Vallone e  Liegi-Bastogne-Liegi.