Sul ripescaggio last minute dell’Italia ai Mondiali, Zampolli: “In Congo è scoppiata l’Ebola”

Sembra assurdo, anzi lo è, ma a solo 20 giorni dall'inizio dei Mondiali di calcio con la partita inaugurale tra Messico e Sudafrica che si giocherà l'11 giugno allo stadio Azteca di Città del Messico, c'è chi ancora non solo parla di un ripescaggio possibile dell'Italia, mandata a casa in maniera umiliante dalla Bosnia nel playoff, ma lo fa in maniera convinta e con una nuova argomentazione: secondo Paolo Zampolli, Inviato Speciale degli Stati Uniti per le Partnership Globali, il posto libero in tabellone potrebbe essere lasciato non dall'Iran, ma dal Congo, alle prese con l'epidemia di Ebola.
Zampolli ha legami fortissimi con l'Italia, è nato a Milano nel 1970, figlio unico di un noto imprenditore italiano. Negli anni '90 si è trasferito a New York e ha fondato un'agenzia di modelle: ha portato Melania Knauss dalla Slovenia negli Stati Uniti l'ha presentata nel 1998 a Donald Trump, con cui ha lavorato nel settore immobiliare. Insomma ha preso tutti i treni giusti ed è tuttora vicinissimo al presidente americano, per il quale si occupa di relazioni internazionali in maniera non convenzionale.

Zampolli ora si appella all'emergenza sanitaria in Congo per l'Ebola: "Il mio sogno dell'Italia ai Mondiali rimane"
E proprio a Trump e al numero uno della FIFA Gianni Infantino si era rivolto Zampolli qualche settimana fa per perorare la causa del ripescaggio della nazionale italiana in caso di forfait dell'Iran. Ora l'alto inviato ci riprova tirando in ballo l'emergenza sanitaria in Congo, altra squadra qualificata ai Mondiali: "Per me è stato un sogno – dice Zampolli a ‘Dritto e Rovescio' su Rete 4 – Io ho detto al presidente: in caso l'Iran per qualsiasi ragione non veniva, ci sarebbe stata bene l'Italia, perché è 16 anni che non andiamo ai Mondiali e tutti i giovani non hanno mai visto l'Italia giocare. E sarebbe ora, specialmente avendo vinto la Coppa del Mondo quattro volte".
Zampolli ora ha un nuovo motivo per sperare, sempre in base allo spiraglio formale aperto dal regolamento che disciplina il ripescaggio, anche se i tempi sono strettissimi: "Tutto è possibile, il mio sogno rimane e penso che anche quelli che mi sono andati molto contro, quando dormono hanno il mio stesso sogno. Adesso è successa un'altra cosa. Purtroppo l'Ebola, questa malattia che abbiamo avuto qualche anno fa in Africa, è scoppiata in Congo e ci sono già 500 casi, 150 morti, dei numeri pazzeschi, quelli che sappiamo. E hanno cancellato il ritiro in Congo, a Kinshasa. Sembra che stanno mandando i giocatori in Belgio per fare il ritiro".

Come per l'Iran, anche nel caso del Congo le probabilità per l'Italia di essere ripescata sono nulle
Tutto vero, soprattutto quest'ultima notizia del ritiro spostato in Belgio, che azzera le probabilità di forfait della nazionale africana, visto che nessun calciatore non solo non è contagiato ma non ha mai neanche messo piede nel proprio Paese da mesi (giocano tutti in Europa). La nazionale della Repubblica Democratica del Congo avrà dunque modo di prepararsi al meglio in Belgio per i Mondiali, senza incappare nelle restrizioni sanitarie del governo statunitense.
Quanto all'Iran, Zampolli parla poi della questione tuttora aperta relativa ai visti di ingresso della delegazione al seguito della nazionale negli Stati Uniti: "Ovviamente i giocatori e le squadre sono benvenuti, ma il mio segretario di Stato Marco Rubio è stato molto esplicito e sincero. I giocatori iraniani sono tutti benvenuti e vogliamo che vengano. Però se delle persone si intromettono, quando sono nelle liste di persone designate per il terrorismo che sono pericolose per la nostra sicurezza nazionale, non avranno mai l'accesso al nostro Paese".