Spagna-Argentina, già decisi i telecronisti Rai per la finale dei Mondiali dopo lo show di Adani

Alberto Rimedio e Daniele Adani è la coppia Rai che domenica 19 luglio, a New York, racconterà in telecronaca anche la finale dei Mondiali 2026 tra la Spagna e l'Argentina. Una designazione che conferma la fiducia dell'azienda nel duo formato dal giornalista e dall'ex difensore che mercoledì sera, in occasione della semifinale, ha raccolto il 52.3% di share (9 milioni e 447 mila spettatori). Un risultato ragguardevole per la TV di Stato che ha incassato, però, anche moltissime critiche per i toni usati dall'ex giocatore, in estasi per la vittoria della Seleccion e, in particolare, per le prodezze di Lionel Messi. Polemiche che non si sono attenuate nemmeno quando, durante il collegamento a Notti Mondiali, lo stesso Adani ha spiegato che il suo stile è genuino, passione sincera per il calcio che ha voluto "condividere con gli spettatori". L'eccesso di esultanza? Emotività pura, nulla di artefatto al punto da ammettere candidamente che "a volte non so nemmeno cosa dico" tale è il trasporto.
Nonostante tutto, la coppia con Rimedio sembra funzionare. Anzi, i silenzi del giornalista (che in diretta appare soverchiato dall'esuberanza di Adani) costruiscono una sorta di copione a braccio in cui non manca la battuta "rumorosa ma non urlata" dello stesso telecronista.

È la chiosa agli sfoghi improvvisi, al fiume di parole che tracima dal piccolo schermo, alla sequenza quasi messianica a cui l'ex calciatore si abbandona. In questa edizione dei Mondiali è successo in almeno un paio di occasioni. "E a che cosa serviva il cooling break? A idratare il numero dieci!", esclamò l'opinionista per sottolineare la bellezza e l'importanza del gol di Messi contro Capo Verde. E venne zittito bonariamente da "il replay ce lo godiamo in silenzio" di Rimedio.
Qualcosa di simile è capitato anche in occasione della partita della fase a gironi tra la Germania e la Costa d'Avorio. Mentre Adani intratteneva gli spettatori con le sue esternazioni, la reazione del telecronista lo ha riportato all'ordine con il più classico "Non dico altro, è tutto. Buonanotte da Alberto Rimedio…". Da un lato il giornalista preciso, controllato, ottimo narratore che ha un eloquio pulito; dall'altro lo scapigliato Adani con la sua parlata "sporca" che è semplice, diretta, efficace. Funziona, nel bene e nel male.

Che potesse nascere un tandem lo si era intuito in occasione di una delle gare di qualificazione ai Mondiali dell'Italia, quella vinta dagli Azzurri con Israele con un punteggio quasi tennistico anche per colpa di errori grossolani della difesa della Nazionale. Durante la telecronaca Adani si lasciò sfuggire un beffardo "ma è pranzo al sacco?", spingendo Rimedio a riprenderlo in diretta "ma cosa c'entra?".
Domenica sera ci saranno ancora loro a raccontare la finalissima, Spagna-Argentina, dopo l'addio di Stefano Bizzotto prossimo a lasciare la Rai. "È stato veramente un onore aver potuto fare questo Mondiale insieme a te Stefano", le parole di commiato dedicategli da Andrea Stramaccioni al termine della sfida tra transalpini e iberici. A proposito dei francesi, sono di scena nella finale per il terzo posto con gli inglesi, in programma sabato 18 luglio: la Rai ha affidato la telecronaca a Luca De Capitani e German Denis. Ma quella è un'altra storia.