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Sfumano anche Krosche e Hardung per il Milan: un mese dopo la rivoluzione non c’è ancora la dirigenza

Krosche e Hardung erano vicini al Milan ma il loro arrivo è sfumato clamorosamente per una questione di tempistiche. I rossoneri dovranno cercare nuovi profili per la dirigenza.
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Dopo il rifiuto di Ralf Rangnick il Milan incassa anche quelli di Markus Krosche e Timmo Hardung, scelti rispettivamente come direttore tecnico e direttore sportivo, e deve ricominciare da capo per cercare di ricostruire la sua dirigenza dopo gli addii di Tare, Moncada e Furlani. I due dirigenti hanno deciso di restare all'Eintracht Francoforte che non intende liberarli, complicando i piani dei rossoneri che hanno riempito il vuoto in panchina con Amorim ma non riescono a completare tutti i tasselli.

Secondo la versione tedesca di Sky i due dirigenti hanno rifiutato l'offerta cedendo alle pressioni dell'attuale club. L'unico ostacolo sembrava quello di trovare l'indennizzo giusto per accontentare i tedeschi, ma alla fine la società ha deciso di non liberarli neanche a fronte di un compenso economico, spiazzando il Milan che dovrà rivedere per la terza volta i suoi piani. Cardinale avrebbe voluto risolvere la situazione in una settimana, ma è passato quasi un mese dalla rivoluzione della dirigenza e nulla è cambiato.

Krosche era stato cercato per il ruolo di direttore tecnico
Krosche era stato cercato per il ruolo di direttore tecnico

Il Milan è ancora senza dirigenza

Ha del clamoroso il secondo rifiuto incassato dai rossoneri che dopo Rangnick hanno ricevuto il "no grazie" anche di Krosche e Hardung, i due dirigenti dell'Eintracht che almeno in questa stagione non si muoveranno dalla Bundesliga. Sembravano molti vicini al trasferimento ma il club tedesco ha bloccato ogni dialogo, lasciando il Milan senza un direttore sportivo e un direttore dell'area tecnica a dieci giorni dall'inizio del calciomercato. È stata una notizia inaspettata per la società che sperava di chiudere tutto in breve tempo, ma si ritrova di nuovo a cercare qualcuno per la sua dirigenza.

Il nodo principale sembrava l'indennizzo economico da corrispondere all'Eintracht, ma alla fine il club si è opposto per una questione di tempistiche. In buona sostanza il Milan si è mosso troppo tardi e i tedeschi non avrebbero avuto tempo per organizzare la stagione. E pensare che i due dirigenti erano contenti (e contraccambiati) per la scelta di Amorim che ora si trova da solo. Era il 25 maggio quando Tare, Moncada e Furlani hanno dato il loro addio e dopo quasi un mese i rossoneri si ritornano ancora nella stessa situazione di stallo, con un nuovo allenatore ma senza le persone che gestiscono l'area sportiva e quella tecnica. Un grande rischio, visto il mercato che avanza e la squadra da costruire, che li porterà a cercare un terzo nome in una situazione di grande difficoltà e incertezza.

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