L'ultima giornata di campionato ha avuto risvolti inaspettati: si è riaperta la corsa al titolo, a tre squadre con Inter e Juventus appaiate in vetta e la Lazio ad inseguire ad un punto. Nelle retrovie, il Verona e il Bologna si sono portate ad un passo dalla Zona Europa, mentre in zona salvezza i successi di Lecce, Genoa e Sampdoria hanno risucchiato Udinese, Fiorentina e Torino nelle parti basse del fondo classifica.

Ma al di là di risultati anche clamorosi (dal derby vinto 4-2 dall'Inter partendo dallo 0-2, alla vittoria dell'Hellas sulla Juve e il Lecce corsaro al San Paolo) c'è un altro dato importante arrivato con la 23a di Serie A. Nel nostro campionato il ‘fattore campo‘ non esiste quasi più. La classica partita in casa, davanti al proprio pubblico, che dovrebbe preservare da sorprese sgradite e sorprese da parte degli ‘ospiti' è oramai un fattore non più determinante ai fini del risultato.

Equilibrio in campo

Dopo 23 giornate è stato eguagliato infatti il record assoluto di punti in trasferta stabilito nel 2017-2018 (306) e nelle ultime 11 giornate i punti conquistati dalle squadre di casa sono stati esattamente gli stessi di quelli ottenuti dalle squadre impegnate in trasferta (151). L'equilibrio in campo, in casa o in trasferta, è quasi totale ed è raffigurato da un altro dato emblematico: i punti fatti dalla squadre di casa sono ad oggi 330 su 636, ovvero il 52% del totale e nell'epoca dei tre punti a partita era successo soltanto una volta (2017-2018).

L'esempio dell'Inter

Un dato che rappresenta ulteriormente l'equilibrio in classifica dove le distanze rispetto agli anni precedenti si sono dimezzate e bastano un paio di vittorie per scalare posizioni o due passi falsi per vedersi tagliati fuori. Capofila di questo ‘trend' è l'Inter capolista: la squadra di Conte è quella che ha il miglior rendimento esterno del torneo con ben 29 punti conquistati in 11 trasferte. Alle spalle dei nerazzurri ci sono l'altra capolista Juventus e la Lazio entrambe con 23 successi.