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Salta fuori il clamoroso piano di Infantino: trattò in segreto con la Superlega per portarla sotto la FIFA

Clamoroso scoop del Guardian: Infantino aveva un accordo con gli organizzatori della Superlega, competizione poi fallita dopo le veementi opposizioni di media e tifosi, per metterla sotto l’egida della FIFA e buttare nell’umido la Champions League dell’UEFA di Ceferin.
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Mentre Gianni Infantino ottiene la fiducia (scontata) dei suoi fedelissimi convocati d'urgenza a Rabat in Marocco (una delle roccaforti politiche del suo potere), il Guardian lancia un clamoroso scoop che riscrive completamente la storia della fallita Superlega, la competizione alternativa alle coppe europee organizzate dall'UEFA, Champions League in primis. Un torneo in mano a privati (vi ricorda qualcosa, tipo la vendita di ‘fette' della Coppa del Mondo?) che vedeva in prima fila come promotori la Juventus di Andrea Agnelli e il Real Madrid di Florentino Perez. E dietro le quinte, a manovrare nell'ombra, proprio Infantino, che avrebbe voluto mettere la neonata competizione sotto l'egida della FIFA, cambiandole perfino il nome, in "FIFA Super League". Davvero si fa fatica a crederci, eppure il Guardian ha potuto visionare la bozza di accordo – precedente all'annuncio della nascita della competizione – poi non andato in porto.

Infantino incassa la fiducia della dirigenza FIFA e si scusa con le federazioni per il colpo di mano tentato con la privatizzazione dei Mondiali

Ma andiamo con ordine. Mercoledì Infantino ha ricevuto il "pieno sostegno" del board dirigenziale della FIFA e del segretario generale Mattias Grafstrom (evidentemente tornato sui suoi passi dopo che qualche giorno fa si era detto sorpreso e inorridito dall'iniziativa presidenziale…) al termine di una riunione di crisi tenutasi a Rabat. L'incontro è arrivato dopo le forti critiche e le minacce di boicottaggio scatenate dalla proposta (poi ritirata) di vendere quote commerciali dei diritti dei Mondiali attraverso una nuova società, la FIFA Forward Enterprise, valutata circa 20 miliardi di dollari. Durante la riunione sono stati ammessi errori di processo e comunicazione, con scuse formali alle federazioni membri per averle escluse, mentre Infantino e i dirigenti si sono scambiati dichiarazioni di reciproca fiducia. Il tutto messo nero su bianco in una nota diffusa dopo il meeting, ma anche in una lettera spedita alle federazioni.

La lettera della FIFA alle 211 federazioni calcistiche
La lettera della FIFA alle 211 federazioni calcistiche

La FIFA ha inoltre smentito le voci secondo cui Infantino avrebbe offerto al Marocco (co-organizzatore del Mondiale 2030 assieme a Spagna e Portogallo) la finale in cambio di appoggio politico. Fatto sta che il Marocco, assieme a numerose altre federazioni calcistiche di Africa, Asia a Sudamerica, rappresenta lo zoccolo duro del sostegno a Infantino non solo nel resistere alla tempesta che si è abbattuta su di lui, con richieste di dimissioni, ma anche nel riuscire ad essere eletto boss del calcio mondiale per la quarta volta di fila, come è nelle sue intenzioni.

Lo scoop del Guardian: l'accordo preliminare tra FIFA e Superlega prima del lancio del nuovo torneo

Se questa era tutta roba abbondantemente prevedibile, visto che chi era stato precettato a Rabat faceva parte del cerchio ristretto intorno al potere di Infantino, quello che il Guardian ha pubblicato nelle stesse ore è davvero sconcertante, e tuttavia fa capire come l'ultima iniziativa sulla privatizzazione dei Mondiali non fosse qualcosa di spuntato dal nulla nella testa del dirigente svizzero di origini italiane. C'era un bel precedente, ugualmente covato di nascosto: il rapporto tra la FIFA e la Superlega era infatti molto più stretto di quanto si pensasse. Un documento interno datato ottobre 2020, rivelato dal quotidiano britannico, mostra che Infantino partecipò a trattative avanzate con i promotori del torneo (che sarebbe stato annunciato nell'aprile dell'anno dopo), per creare un'alleanza strategica che avrebbe cambiato per sempre il panorama del calcio non solo europeo ma mondiale.

Gianni Infantino è presidente della FIFA dal 2016
Gianni Infantino è presidente della FIFA dal 2016

La bozza, che aveva raggiunto la fase di accordo preliminare, prevedeva che la nuova competizione sarebbe stata integrata sotto l'egida della FIFA e contemplava la possibilità di chiamare il torneo "FIFA Super League". Infantino e la FIFA insomma erano pronti ad attribuirsi un ruolo centrale nella governance della competizione per club, a un livello tale da poter intervenire in decisioni chiave come il formato del torneo, la distribuzione finanziaria e la nomina dei suoi massimi dirigenti.

La proposta prevedeva una partnership di almeno 12 anni tra la FIFA e la Superlega. Le due parti avrebbero creato una joint venture per gestire i diritti commerciali e lo sfruttamento economico della nuova competizione. I piani non si esaurivano col torneo che doveva – nelle intenzioni – soppiantare la Champions League europea, ma prevedevano anche la creazione di un Mondiale per club allargato, da disputarsi annualmente e della durata fissa di tre settimane. A differenza dell'attuale Mondiale per club, rilanciato nel 2025 con una fase a gironi (e vinto dal Chelsea), il nuovo torneo si sarebbe giocato con la formula a eliminazione diretta e sarebbe stato strettamente legato alla Superlega.

Il testo della bozza affermava che qualsiasi progetto doveva ricevere l'approvazione formale del Consiglio e del Congresso della FIFA. Tuttavia, anche in questo caso, le federazioni nazionali sarebbero state consultate solo marginalmente durante lo sviluppo dell'iniziativa, esattamente come avvenuto per il colpo di mano provato da Infantino con la FIFA Forward Enterprise. La bozza di accordo includeva anche riferimenti a una possibile riduzione dei campionati nazionali e proponeva lo sviluppo di un nuovo calendario internazionale.

Infantino e Ceferin lo scorso febbraio: la FIFA aveva lavorato dietro le quinte contro l'UEFA 
Infantino e Ceferin lo scorso febbraio: la FIFA aveva lavorato dietro le quinte contro l'UEFA 

Le due facce di Infantino: prima in segreto contro Ceferin e l'UEFA, poi il dietrofront scaricando la Superlega

L'aspetto davvero più stupefacente del documento svelato dal Guardian è il contrasto con la posizione pubblica successivamente presa da Infantino. Dopo l'annuncio della Superlega nell'aprile del 2021 e la fortissima opposizione quasi immediata che essa suscitò in media e soprattutto tifosi, il presidente della FIFA dichiarò al Congresso UEFA di Montreux che la FIFA poteva solo "disapprovare fermamente" il progetto, facendo dunque muro assieme a Aleksander Ceferin, quando fino a poco prima lavorava invece segretamente per far saltare il banco ai danni proprio dell'UEFA presieduta dallo sloveno.

Secondo il Guardian, non ci sono prove che la FIFA abbia mai firmato un contratto definitivo per portare avanti il proprio ruolo nel progetto. Quello che è certo è che un documento preliminare è generalmente il preludio a un contratto finale e suggerisce che le discussioni tra la FIFA e i creatori della Superlega fossero in fase di conclusione all'epoca, ovvero qualche mese prima del lancio del torneo.

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