Rowe ricorda gli allenamenti con De Zerbi: “Andavamo nei boschi alle 4 del mattino con le torce”

L'avventura di Roberto De Zerbi sulla panchina del Marsiglia è durata meno di due anni, ma tanto gli è bastato per restare impresso nella mente dei suoi giocatori. La sua metodologia di allenamento è diversa da quella degli altri tecnici e spesso usa strade poco convenzionali per costruire la sua idea di gioco: Jonathan Rowe ricorda benissimo tutte le sessioni al centro sportivo, ma soprattutto il ritiro organizzato a Roma dopo la sconfitta contro il Reims alla fine della scorsa stagione.
L'attaccante del Bologna, passato in Serie A dopo la lite con Rabiot negli spogliatoi, ha raccontato a The Athletic che non si aspettava di vivere dei giorni così particolari. Non sapeva neanche che si potesse organizzare un team building per una squadra come il Marsiglia e di sicuro non avrebbe mai immaginato di finire ad allenarsi nei boschi con una torcia in mano per farsi luce lungo il tragitto.

Gli allenamenti nei boschi di De Zerbi
Alla fine della scorsa stagione la situazione al Marsiglia era abbastanza delicata e la sconfitta contro il Reims dello scorso marzo ha fatto scattare l'allarme. Per ricompattare la squadra e ritrovare la forza per ricominciare De Zerbi ha portato tutti in ritiro a Roma per svolgere delle attività di team building piuttosto inconsuete. Rowe ha raccontato sbalordito come è andata: "Non l'avevo mai fatto prima. Non sapevo nemmeno che nel calcio fosse permesso. Andavamo in mezzo al nulla, nei boschi, al freddo. Ci svegliavamo alle 4 del mattino. Andavamo a correre o facevamo una passeggiata nel bosco. Poi facevamo flessioni, un breve circuito di esercizi con le torce accese nel buio più totale, e poi un'altra passeggiata".
L'allenatore li aveva portati nel nulla e per farsi seguire dai suoi giocatori utilizzava i fumogeni da stadio: "Sai i fuochi pirotecnici che usano i tifosi negli stadi? Ne accendeva uno e iniziava a camminare come se fossimo vichinghi". Ma anche gli allenamenti quotidiani di De Zerbi avevano lasciato interdetto Rowe che ci ha messo un po' per capire che cosa chiedesse il suo allenatore: "Ti ritrovavi in piedi sotto il sole cocente per qualche ora. Ma è un allenamento che ti permette di mantenere la concentrazione a prescindere da ciò che accade in partita. Potevi vedere la palla una volta ogni 10 o 15 minuti, ma quando finalmente la ricevi devi essere deciso e devi inventarti qualcosa e creare un'azione".