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Jonathan Rowe ha qualcosa da chiarire sulla rissa con Rabiot: “De Zerbi non vide il suo primo pugno”

Jonathan Rowe a ruota libera a The Athletic: la verità sulla rissa con Rabiot a Marsiglia, il retroscena su De Zerbi e la rinascita d’oro al Bologna.
A cura di Marco Beltrami
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Tutto filava liscio per Jonathan Rowe a inizio stagione all'Olympique Marsiglia, ma poi in poco tempo tutto è cambiato. La rissa con Adrien Rabiot ha portato alla cessione di entrambi, con destinazione Italia. Al Bologna il duttile centrocampista offensivo inglese è sbocciato, e gli 8 assist e i 5 gol messi a referto sono la fotografia di un rendimento molto positivo. Rowe dice di essersi ormai ambientato alla perfezione in Emilia nell'intervista a The Athletic, in cui inevitabilmente è tornato anche su quanto accaduto con Rabiot.

Rowe e la rissa con Rabiot

Impossibile dimenticare il dopopartita della sconfitta subita dal Marsiglia contro il Rennes nel week-end d'apertura della stagione. Tutto è nato da una discussione tra Rowe e il portiere Rulli, in cui l'ex calciatore della Juventus si è intromesso dando il la al parapiglia. La ricostruzione dell'attuale calciatore del Bologna parte proprio dal comportamento di Rabiot: "Gli animi si sono scaldati. È stato per qualcosa che ha detto lui (Rulli, ndr)". Su The Athletic, il 23enne ricorda come sia arrivata la sicurezza a separare i due, con la situazione che è precipitata.

La ricostruzione dell'ex calciatore del Marsiglia

Mentre l'altro calciatore dell'OM Bakola sveniva nel caos generale, tutto è andato avanti nel peggiore dei modi. Rowe ha spiegato: "Il fatto è che De Zerbi e Mehdi Benatia, il direttore sportivo, non hanno visto il primo pugno che Rabiot ha sferrato proprio all'inizio. Hanno visto solo me tornare indietro e colpirlo. Quindi probabilmente hanno pensato che lo avessi aggredito dal nulla. Ho dovuto spiegarlo dopo. Le emozioni erano alle stelle. Le cose sono sfuggite di mano. Queste cose accadono spesso negli spogliatoi, più di quanto la gente probabilmente si renda conto".

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La nuova vita al Bologna e l'eredità di De Zerbi

Tutti scioccati per quanto accaduto, compreso il presidente Longoria che ha parlato di "incidente di estrema gravità e violenza". Alla fine entrambi sono stati silurati, non certo a cuore leggero, visto che l'avvocato di Rabiot ha accusato il club di aver utilizzato l'episodio come scusa per costringerlo all'addio. Per uno scherzo del destino, Rowe e l'ex Juve si sono poi ritrovati in Serie A, debuttando l'uno contro l'altro in Milan-Bologna. Entrambi hanno dichiarato di essersi messi tutto alle spalle, anche se da quella situazione poi è cambiato il loro destino.

Rowe in particolare ha raccontato di come De Zerbi non volesse lasciare partire entrambi i calciatori. Parole di stima per l'attuale manager del Marsiglia: "Con De Zerbi ho capito che devi prestare massima attenzione ai dettagli. Dal primo controllo al passaggio successivo, fino a quando la palla si trova dall'altra parte del campo. È come quando guidi. Devi essere tre passi avanti, nel caso in cui succeda qualcosa, e devi essere pronto a prendere una decisione intelligente. A volte in allenamento mi annoiavo un po' perché la fase di costruzione su cui lavoravamo si concentrava principalmente sui difensori e sui centrocampisti, per far arrivare la palla a noi attaccanti. Rimanevi in piedi sotto il sole cocente per qualche ora. Ma in un certo senso questo allena il cervello a rimanere concentrato a prescindere da ciò che accade nella partita. Potresti vedere la palla una volta ogni 10 o 15 minute, ma quando ti arriva devi essere decisivo o devi inventare qualcosa e creare".

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