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Caso arbitro Rocchi

Scommesse su VAR e rigori in Serie A e B, le interferenze citate nell’inchiesta hanno avuto impatto sull’esito

Si può scommettere da tempo sull’intervento o meno del VAR, un comportamento che dovrebbe essere deciso in completa autonomia nella sala VAR, ma che secondo l’inchiesta sugli arbitri sarebbe stato invece condizionato da interferenze esterne in alcune partite.
A cura di Paolo Fiorenza
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Ad ora sono cinque gli indagati dell'inchiesta della Procura di Milano su comportamenti di membri del mondo arbitrale che configurerebbero il reato di concorso in frode sportiva, in primis il designatore di Serie A e B Gianluca Rocchi, autosospesosi dopo aver ricevuto l'invito a comparire. A parte il caso specifico delle presunte designazioni favorevoli all'Inter che sarebbero state "combinate" il 2 aprile 2025 al Meazza a margine della semifinale di Coppa Italia col Milan, i capi d'accusa del PM Maurizio Ascione vertono sulle interferenze irregolari che Rocchi e il supervisore VAR Gervasoni avrebbero fatto all'esterno delle vetrate delle stanze di Lissone sugli addetti presenti all'interno per condizionarne l'operato.

Un comportamento vietato dal protocollo che, qualora fosse provato, avrebbe avuto un impatto non solo sull'esito delle partite interessate, ma anche su due tipologie di scommesse, "VAR sì/VAR no" e "rigore sì/rigore no", che ormai sono proposte da quasi tutti i bookmakers sia per la Serie A che per la Serie B. Ai fini della validazione della prima ("VAR sì"), è sufficiente che l'arbitro di campo vada al monitor, indipendentemente se cambi o meno la propria decisione iniziale.

Rocchi viene chiamato in causa riguardo alla partita di Serie A Udinese-Parma dell'1 marzo 2025, quando il designatore si trovava a Lissone per ‘supervisionare' l'operato dei varisti. Secondo la Procura, "in qualità di supervisore VAR, in concorso con altre persone, durante lo svolgimento della partita condizionava l'addetto VAR Daniele Paterna (indagato anche lui, ma per falsa testimonianza, ndr) inducendo all'on-field review il direttore di gara Fabio Maresca ai fini dell'assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra friulana, sebbene Paterna fosse di diverso avviso". Un'accusa suffragata da un video in cui si vede Paterna girarsi e chiedere "è rigore?" a qualcuno che è alle sue spalle dietro il vetro e poi appunto chiamare Maresca al monitor per un possibile calcio di rigore, poi concesso.

Il penalty, provocato da un fallo di mano di Balogh e realizzato da Thauvin, fu decisivo per il risultato finale del match, vinto dall'Udinese 1-0, ma è chiaro che lo fu anche per gli esiti "VAR sì" e"rigore sì" delle scommesse relative a quella partita: tutto frutto, nell'ipotesi accusatoria, di un'ingerenza esterna che a termini di protocollo VAR – che prevede la totale autonomia decisionale di chi è chiuso nella stanza dedicata a ogni partita – è assolutamente proibita.

Stesso discorso vale per l'altra gara finora uscita fuori, Salernitana-Modena di Serie B dell'8 marzo 2025, e che vede protagonista per un comportamento analogo Andrea Gervasoni. Secondo l'impianto accusatorio della Procura – comunicatogli nell'invito a comparire, così come a Rocchi – si legge che "durante lo svolgimento della partita Salernitana-Modena con la concessione del calcio di rigore a favore della squadra emiliana da parte del direttore di gara Antonio Giuia incalzava e sollecitava l'addetto VAR Luigi Nasca affinché questi richiamasse Giuia all'on-field review" per valutare diversamente la decisione iniziale presa in campo.

La partita in questione finì 1-0 per la Salernitana, con gol decisivo di Roberto Soriano. All'inizio del secondo tempo l'arbitro Giuia concesse un rigore al Modena per un presunto tocco di mano di Bronn. Il VAR Nasca richiamò il direttore di gara alla revisione al monitor a bordo campo e dopo aver rivisto le immagini Giuia cambiò la propria decisione, revocando il penalty, ritenendo che il pallone avesse colpito Bronn sulla spalla. Qualcosa che non sarebbe mai accaduto – sostiene l'accusa della Procura milanese – se Gervasoni non avesse usato la sua autorità (così come Rocchi) per violare il protocollo VAR e suggerire ai varisti di uniformarsi seduta stante al proprio input. Anche in questo caso chiaramente un operato del genere, se provato, avrebbe avuto impatto sugli esiti delle scommesse "VAR sì" e "rigore no".

Il fatto che le due decisioni prese in Udinese-Parma e Salernitana-Modena fossero sostanzialmente corrette non inficia in nulla la presunta irregolarità del comportamento di chi stava ‘supervisionando' l'operato dei varisti condizionandone l'autonomia.

Peraltro queste due partite, con i relativi comportamenti asseritamente irregolari di chi era all'esterno delle stanze VAR e avrebbe comunicato con chi era all'interno con gesti in codice per condizionarne la condotta, potrebbero non essere le uniche sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti.

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