“Non urinate nelle vostre borracce”, lo stravagante appello della giuria del Giro d’Italia ai corridori

Il Giro d'Italia 2026 ha percorso solamente un terzo del suo tracciato e poco più di 1.000 chilometri degli oltre 3.500 totali che separano la prima alla 21a tappa, del prossimo 31 maggio a Roma. Un tour de force che coinvolge 23 squadre e oltre 160 corridori, impegnati ogni giorno a pedalate di 4-5 ore su e giù per la Penisola, affrontando non solo discese, tornanti o salite, ma anche i problemi quotidiani, come l'alimentazione, l'escursione termica e i bisogni fisiologici. Proprio quest'ultimi sono stati al centro di un più che stravagante appello apparso nel comunicato ufficiale di fine tappa prima del giorno di riposo da parte della Giuria. In cui si invitano i corridori ad evitare di urinare nelle proprie borracce per poi buttarle via.
Lo strano appello nel comunicato della Giuria: "Non urinate nelle borracce"
Una richiesta senza precedenti sulle carte ufficiali di una grande corsa UCI eppure la Giuria del Giro d'Italia ha voluto essere più che perentoria e chiara, a tal punto dal rasentare la presa in giro popolare. Così sul comunicato diffuso dopo la conclusione di Corno alle Scale, arrivo della 9a tappa che di fatto ha portato la Carovana alla seconda settimana di corse, è apparso un appello alquanto particolare: "Nel rispetto dell’immagine del ciclismo e del Giro d’Italia, l’organizzazione e il comitato informano tutti i ciclisti che è assolutamente vietato urinare in una borraccia e poi gettarla via", si è letto nella nota ufficiale diffusa a fine giornata.

Uno scherzo? Assolutamente no. Un errore? Nemmeno. Il tutto è semplicemente frutto e conseguenza dei ferrei regolamenti UCI che anche al Giro vengono applicati e che la Giuria fa rispettare rigorosamente, multando senza alcuna eccezione chi non si attiene. E proprio l'articolo 2.12.007-8.6 del regolamento UCI è il motivo per cui si è dovuto sottolineare la richiesta imbarazzante. Cosa dice l'articolo "incriminato"? Ecco il testo completo:
Comportamento inappropriato o sconveniente (in particolare spogliarsi o urinare in pubblico alla partenza o al traguardo o durante la gara) creando danni all'immagine dello sport
L'infrazione comporta immediate ammende economiche che arrivano fino a 200 franchi svizzeri per volta. Una sanzione evidentemente ritenuta eccessiva, ma soprattutto un divieto considerato inammissibile per chi sta in sella per un'intera giornata e necessita anche di espletare i bisogni più basilari. Fino ad arrivare a studiare soluzioni al limite, e oltre. Come evidentemente ha giudicato l'organizzazione del Giro che si è sentita in dovere di evidenziare una pratica diffusa e sgradita.