Come una sentenza anche a partita in corso. Lo sono i numeri di Romelo Lukaku e basta dare un'occhiata ad alcuni rilievi statistici per capire quanto per l'Inter sia difficile rinunciare al belga in attacco. La capacità di affondare il colpo contro il Ludogorets è stata palese per buona parte dell'incontro: nella ripresa è arrivato il cambio di passo grazie alle accelerazioni e ai guizzi di Erkisen (ha segnato il vantaggio, sfiorato il raddoppio e procurato il calcio di rigore) e poi ci ha pensato l'ex Manchester United a chiudere i conti. Come? Dal dischetto, su massima punizione concessa col Var. Glaciale al momento dell'esecuzione, il 2-0 ha di fatto mandato in archivio la qualificazione agli ottavi di Europa League.

Il belga al 14° gol stagionale in trasferta

Eriksen si prende la scena, d'accordo, ma le prodezze di Lukaku meritano una menzione a parte. Con la rete segnata ai bulgari nell'andata dei sedicesimi ha realizzato il quattordicesimo gol stagionale in trasferta, a conferma di quanto possa essere letale averlo lì davanti… E Conte gongola perché è stato proprio lui a volerlo fortemente in nerazzurro.

A segno in 6 gare di fila in Europa League

C'è ancora un ulteriore dettaglio relativo al belga e lo segnala la Opta a testimonianza del rendimento da rullo compressore anche nelle Coppe: ha segnato in sei gare di fila in Europa League. L’ultimo giocatore a fare meglio è stato Alan Shearer nel 2005 (con 8 marcature).

Lukaku devastante, che impatto sul match in 26′

Può bastare? No c'è dell'altro ancora che merita di essere segnalato e che scandisce l'efficacia della prestazione di Lukaku: ha giocato 26 minuti contro il Ludogorets, ha toccato 17 palloni, completato 8 passaggi e s'è reso protagonista in 2 azioni da rete create, ha fatto un assist e un tiro. E poi ha realizzato dagli undici metri il gol che ha messo in ghiaccio la qualificazione.