Quando può riprendere la Serie A: anche a settembre e terminare a novembre

La Serie A deve ripartire. Il campionato deve essere concluso. Le indicazione del presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, sono chiare. La strada è tracciata e sarà in questo solco che verranno prese tutte le prossime decisioni per assicurare la ripresa della stagione. Che non si giochi al Nord e si scelga soluzioni di "campo neutro" – in particolare nelle zone più colpite dagli effetti devastanti del contagio da Covid-19 -, lo si faccia seguendo un protocollo molto rigido e con un calendario tarato sulla necessità di rispettare un determinato lasso temporale (presumibilmente giugno/luglio) sono i "paletti" che circoscrivono l'ambito di ogni provvedimento.
Non c'è alternativa, la stagione va portata a termine. Non per una questione statistica né di orgoglio ma per limitare l'impatto economico negativo sui conti del sistema e, a cascata, sulle società. Lo hanno chiarito sia la Uefa sia la Fifa, che hanno già messo in moto la macchina organizzativa per far sì che dalle Coppe fino a Euro 2020 nulla venga trascurato. Di qui la determinazione da parte del numero della Figc a non discostarsi da questa linea.
La Fifa ha indicato una strada chiara, non comincerà la nuova stagione senza aver concluso prima questa – è la posizione espressa da Gravina nell'intervista a Repubblica -. Ci muoveremo di pari passo con gli altri campionati europei. Se ci faranno giocare a inizio giugno, abbiamo le date utili per terminare a fine luglio. A seguire ci saranno Champions ed Europa League. Se invece dovremo ripartire a settembre, chiuderemo questo campionato a novembre con la possibilità di partire a gennaio con la nuova Serie A.
Nessuna possibilità, quindi, che nelle prossime ore prevalga la "linea del no alla ripresa del campionato" o si ingrossi il "partito dei malpancisti" (che annovera figure come Cairo del Torino e Cellino del Brescia in prima fila).
Fermarsi e chiudere qui la stagione darebbe inizio a una serie di contenziosi – ha aggiunto Gravina -. Sul mio tavolo sono già arrivate le diffide di alcune società. E chi mi chiede di non ripartire non ha poi idea di come risolvere queste criticità.