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Giro d'Italia 2026

Giro d’Italia 2026: le vette storiche del Blockhaus, il Passo Giau e Piancavallo. Le tappe più impegnative

Il Giro d’Italia 2026 prevede tanta montagna, sette arrivi in salita e almeno 4 tappe che possono diventare decisive nelle 3 settimane di corsa. Come sempre a decidere saranno le Alpi, con un finale in crescendo tra la Cima Coppi (il Passo Giau) e Piancavallo che diranno chi sarà il migliore.
A cura di Alessio Pediglieri
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Il Giro d'Italia 2026 inizia venerdì 8 maggio e la Grande Partenza sarà dalla Bulgaria, pe concludersi il prossimo 31 maggio a Roma. Un'edizione ricca di salite, tra le Alpi e gli Appennini con diversi traguardi importanti che potranno decidere le sorti di chi vestirà la maglia rosa vincendo la classifica generale. Un percorso complessivo che supera i 3.400 chilometri e sfiora i 50.000 metri di dislivello positivo, suddivisi in 21 tappe di cui 7 arrivi in salita, 1 sola cronometro individuale e 3 giorni di riposo, uno in più del solito per permettere il rientro in Italia.

Sarà un Giro equilibrato, selettivo di tappa in tappa, con continui saliscendi, iniziando subito in Bulgaria per poi proseguire fino alla penultima frazione dove ancora una volta, come l'anno scorso, si potrà decidere la corsa anche in modo rocambolesco. Dove la montagna sarà ancora protagonista massima della Corsa Rosa che vede, sulla carta, un solo vincitore annunciato, Jonas Vingegaard. Ma anche moltissimi alla pari a darsi battaglia per detronizzarlo e prendersi un posto sul podio di Roma.

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Giro 2026, la prima settimana: il Blockhaus il test più importante

Le tre settimane saranno caratterizzate da altrettanti momenti che potranno davvero diventare decisivi. La prima, dopo le  prime tre tappe in Bulgaria e il rientro in Sud Italia ha un suo possibile primo snodo chiave con l’arrivo al Blockhaus, salita iconica e spesso decisiva che darà il primo vero scossone in classifica. Si tratta della settima tappa la Formia-Blockhaus 244 km. Una tappa lunghissima, con il primo arrivo in una salita vera e propria del Giro. La prima parte non è  dura sul lungomare pontino, finché ci si sposta verso l’Abruzzo ed ecco le difficoltà che dovranno affrontare i corridori. Non ci sarà più un metro di pianura nella ultima parte di frazione con la prima salita, di Roccaraso: 5,9 chilometri al 6.5% di media. Poi il gran finale con l’arrivo in vetta al mitico Blockhaus: un'erta di 13,6 chilometri all’8.4% e con punte che toccano il  14%.

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Giro 2026, la seconda settimana: a Pila il primo verdetto delle Alpi

Nella seconda settimana appuntamento fondamentale con la quattordicesima tappa, la Aosta-Pila di 133 km. Rappresenta il primo tappone alpino di questa edizione e anche se sarà un frazione brevissima, non lascerà spazio a crisi di giornata. Tante e costanti le ascese sulle vette valdostane, incominciando quasi da subito con Saint-Barthélémy: una salita lunga 15.8km al 6.1% di pendenza ma che scalderà le gambe su punte che sfiorano il 13%). Poi si salirà a Doues, con un'erta più breve, di 5,8 chilometri al 6,2% e successivamente Lin Noir un po' più lunga: 7.4km al 7.9% e punte al 12%. Chi avrà gambe e forma potrà anche provare a fare la differenza nel finale: prima a Verrogne (5.6km al 6.9%, max. 12%) e poi nell’ascesa verso Pila: 16 chilometri decisivi al 7%.

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Giro 2026, ultima settimana: la Cima Coppi col Giau e la sentenza di Piancavallo

La terza settimana, come sempre sarà quella che più di altre metterà tutti a dura prova con le Alpi che saranno il filo conduttore anche di questo finale di Giro. al di là che la classifica sia delineata o meno, non mancheranno le tappe che regaleranno altre pagine epiche in Rosa. Due principalmente: la 20a e la 21a. La Feltre-Alleghe (151 km) sarà la giornata dei grandi passi: il Duran (12,3 chilometri all’8%), poi Coi (5,9 chilometri al 9,3%), Forcella di Staulanza (6,9 chilometri al 6.1%). Quindi l’attesissimo Giau, che è la Cima Coppi di questa Corsa Rosa con i suoi 9,7 chilometri al 9.4%. Per chi avrà gambe c'è ancora spazio per fare selezione: verso Falzarego (11 chilometri al 5,3%) e l’ascesa conclusiva con arrivo in salita ad Alleghe: 4,9 chilometri con pendenze costanti al 10%.

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Il giorno dopo, altra tappa durissima che si concluderà in salita,  verso l’ascesa di Piancavallo da affrontare due volte. In totale sono 14,4 chilometri al 7.8%: è qui che se, i distacchi in classifica generale saranno ancora contenuti, si deciderà il Giro 2026.

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