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Mondiali di calcio 2026

Portogallo criticato per la fuga in spiaggia dopo il flop col Congo: esplode il ‘Beach-Gate’ per CR7 e compagni

Dopo il pareggio all’esordio contro la Repubblica Democratica del Congo, il Portogallo finisce al centro delle critiche per una mattinata trascorsa in spiaggia durante il ritiro in California. Rúben Dias e Bruno Fernandes difendono la scelta, definendola utile al recupero fisico e mentale.
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Non bastavano le discussioni legate alle prestazioni in campo, in casa Portogallo è esplosa una nuova polemica durante i Mondiali 2026 questa volta legata a un momento di relax vissuto da alcuni calciatori della nazionale lontano dagli allenamenti.

Poche ore dopo l'arrivo nel ritiro californiano, il commissario tecnico Roberto Martínez aveva concesso alla squadra una breve pausa. Alcuni giocatori, tra cui Cristiano Ronaldo, Bernardo Silva, Rúben Dias, João Félix e Bruno Fernandes, hanno deciso di trascorrere parte del tempo libero sulla spiaggia di Lake Worth Beach, approfittando del sole e delle temperature favorevoli.

Le immagini della comitiva hanno rapidamente fatto il giro dei media portoghesi, generando un acceso dibattito. Diversi commentatori hanno criticato la scelta dei giocatori, ritenendola poco opportuna in un momento delicato della competizione, soprattutto alla luce del pareggio deludente ottenuto all'esordio contro la Repubblica Democratica del Congo.

La vicenda è diventata rapidamente uno degli argomenti più discussi nel paese, con alcuni organi di stampa che hanno ironizzato sull'episodio, alimentando ulteriormente le polemiche attorno alla Seleção.

Portogallo, Ruben Dias e Bruno Fernandes difendono il gruppo dalle critiche di stampa e tifosi

A prendere posizione è stato Rúben Dias, che in conferenza stampa ha difeso apertamente la decisione del gruppo. Il difensore del Manchester City ha spiegato come quella breve uscita sia stata utile per il recupero fisico e mentale dopo il lungo viaggio dagli impegni europei agli Stati Uniti. Secondo il centrale portoghese, la vicenda sarebbe stata ingigantita oltre misura e non dovrebbe essere considerata un problema.

Anche Bruno Fernandes ha respinto le critiche, sottolineando che trascorrere del tempo all'aria aperta rappresenta spesso una soluzione migliore rispetto a rimanere chiusi in albergo. Il centrocampista ha inoltre ribadito l'impegno totale della squadra nel preparare le partite e nel rappresentare il Portogallo nel migliore dei modi.

Le spiegazioni dei giocatori, però, non hanno spento completamente il dibattito. Per una parte dell'opinione pubblica la gita in spiaggia resta un episodio irrilevante, mentre altri la considerano un simbolo di scarsa concentrazione in una fase cruciale del torneo.

Con il Portogallo chiamato a riscattarsi nelle prossime gare, sarà il campo a fornire la risposta più importante. Fino ad allora, la cosiddetta "beach-gate" continua ad alimentare discussioni e interrogativi attorno a una delle nazionali più attese del Mondiale.

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