Alla vigilia di Real Madrid-Inter Antonio Conte non avrebbe mai immaginato di essere "tradito" in campo proprio dal suo pupillo Arturo Vidal. Il cileno nella notte amara dello stadio Alfredo Di Stefano di Valdebebas, si è reso protagonista di una prestazione molto negativa. L'atmosfera da Clasico, probabilmente ha giocato un brutto scherzo all'ex Barcellona che ha commesso una serie di errori notevoli, anche grossolani, e spesso e volentieri in campo è sembrato quasi spaesato.

Che fine ha fatto Arturo Vidal, notte da dimenticare in Real Madrid-Inter

Arturo Vidal è uno abituato ad un certo tipo di sfide. Eppure il centrocampista fortemente voluto da Antonio Conte e arrivato dopo un lungo corteggiamento nella scorsa estate, si è reso protagonista della peggiore prestazione stagionale in nerazzurro proprio contro quel Real che ha già incrociato nel corso della sua precedente esperienza spagnola. Dopo un gran tiro iniziale di prima intenzione uscito di pochissimo, King Arturo ha commesso errori ripetizioni, perdendo palloni banali, spesso con passaggi assolutamente elementari troppo pigri. Poco filtro in mediana e fatica nel trovare la posizione, girando a vuoto con l'eccezionale Barella, costretto a lavorare anche per lui. Proprio l'ex Cagliari, è stato questa sera la "bella copia" del sudamericano risultato a tratti irritante.

Praticamente Vidal, in coppia con Hakimi sul quale pesa l'errore in occasione del vantaggio di Benzema, è stato il peggiore in campo. In questo scorcio iniziale di stagione il "vecchio" Vidal quello sul quale Conte era abituato a puntare ai tempi della Juventus non si è mai visto. Un problema per il mister salentino che anche stasera nonostante la prestazione da dimenticare, ha lasciato in panchina sia Gagliardini e sia soprattutto Eriksen (e questo la dice lunga anche sulle gerarchie del tecnico), nella speranza di un cambio di marcia di un giocatore che ha faticato a trovare anche una posizione in campo e che si è mosso senza troppa convinzione e senza il suo proverbiale piglio sul terreno di gioco fino al fischio finale. La speranza per i nerazzurri è che dopo aver toccato il punto più basso della sua avventura bis in Italia le cose possano lentamente migliorare, e che il tutto sia dovuto solo ad un periodo di fisiologico ambientamento.