Non solo i giocatori o gli allenatori possono incappare in un momento di crisi, più o meno lungo e pronunciato, ma anche gli arbitri. I professionisti del fischietto, infatti, compongono in Serie A una vera e propria squadra costituita dai cosiddetti ‘fuoriclasse' (gli internazionali, coloro che hanno maggior esperienza o le più alte valutazioni), i gregari e i giovani. E hanno anche un ‘allenatore' particolare, che nel caso assume il nome di designatore ed è raffigurato dall'ex direttore di gara Rizzoli. Che decide chi deve arbitrare nelle varie partite in calendario.

Dunque, davanti ad una stagione non considerata positiva è naturale che anche un arbitro subisca il classico turn-over cui devono sottostare i giocatori, rimanendo in panchina o. meglio, in tribuna. E' il caso di Fabio Maresca, finito nella spirale delle polemiche dopo il suo ultimo Udinese-Inter e la conseguente ‘lite' con Conte e Oriali. Per il designatore Rizzoli, specchio di un momento decisamente negativo che si prolunga da troppo tempo. Ed è per questo che, oltre a non arbitrare più i nerazzurri fino a fine campionato, per Maresca si preannuncia un lungo periodo di stop.

La stagione arbitrale di Maresca è infatti considerata negativa da Rizzoli: non gli è stato assegnato in stagione alcuna partita importante, tra le big,  anche se è considerato un arbitro di esperienza. Eppure, al di là delle pressioni che possono dare i confronti tra le prime della classe, sono diversi gli episodi che non sono stati considerati positivi, al di là dei precedenti con l'Inter (che erano già costati un turno di stop dopo l'errore al VAR in Inter-Parma).

I precedenti che pesano

L'analisi di Rizzoli varia su diverse partite. Al di là dell'errore su Perisic in Inter-Parma, c0è anche sotto giudizio Roma-Sassuolo, dove venne espulso per proteste Fonseca e l'espulsione mancata a Obiang. Poi,  Milan-Torino, con dubbi sulla gestione del VAR e infine Udinese-Inter dove – oltre al rosso considerato eccessivo a Conte che ha imprecato ma non ha offeso nessuno – c'è anche il secondo giallo mancato ad Arslan, poi sostituito da Gotti.