Perché il PSG contro il Bayern ha calciato fuori i rinvii dal fondo: la geniale tattica anti-Olise

I rinvii da fondo "sbagliati" da Matvei Safonov sono diventati virali. In realtà, non si è trattato di errori commessi dal portiere del Paris Saint–Germain nel rimettere in gioco la palla: quel modo di calciare e direzionare la traiettoria faceva parte di un piano studiato nei minimi dettagli per la semifinale di Champions col Bayern Monaco. Una mossa che è stata definita da molti come una delle intuizioni tattiche più geniali e controverse, adottata da Luis Enrique per manipolare il posizionamento avversario e congestionare quella porzione di campo nella quale giocava uno dei calciatori più pericolosi dei tedeschi: Michael Olise, sistematicamente intrappolato in una gabbia di due, tre avversari (tra cui Fabian Ruiz, che lo ha spesso francobollato) e annullato da quella situazione di inferiorità numerica in uno spazio molto ristretto. Lo scopo vero non era cercare il possesso immediato della palla ma creare opportunità favorevoli alla riconquista aggressiva del pallone, oltre a neutralizzare uno dei punti di forza avversari.
E non è nemmeno la prima volta che l'allenatore spagnolo propone idee simili: in passato aveva già sperimentato kick-off (calcio d'inizio) apparentemente sbilenco, mirato verso il fondo campo avversario per forzare rimesse laterali profonde.
Il piano del PSG: calciare volutamente il pallone fuori dal campo
Invece di costruire dal basso (scelta rischiosa contro un avversario come il Bayern che ha una pressione molto alta) o cercare lanci lunghi verso gli attaccanti, Safonov aveva ricevuto dal tecnico spagnolo istruzioni precise: spedire il pallone direttamente in fallo laterale e il più lontano possibile in una porzione individuata nella metà campo avversaria. Non si è trattato di errori tecnici, ma di una scelta deliberata per togliere il ritmo ai tedeschi, indirizzarne i movimenti e attirarli in una sorta di imbuto tattico così da creare situazioni a beneficio del PSG. L'obiettivo era quasi sempre lo stesso: la fascia destra del Bayern, nella zona occupata da Michael Olise.
E non solo. La rimessa laterale diventava così una sorta di palla inattiva utile per articolare diversamente e in maniera ancora più astuta il pressing. Rispetto a un classico rinvio dal fondo, questa situazione permetteva ai francesi di preparare meglio le marcature, chiudere le linee di passaggio, attaccare subito le seconde palle, recuperare il possesso in zona avanzata.
Come ha funzionato il "trucco" di Safonov
Una serie di video condivisi sui social hanno permesso di analizzare quel che la diretta tv non ha potuto mostrare e che, i rilevamenti statistici, hanno registrato come rilanci imprecisi dell'estremo difensore russo. La strategia era costruita in tre fasi molto precise.

Il rinvio mirato verso la fascia di Safonov. È servito a indirizzare il pallone lateralmente, forzando una rimessa laterale del Bayern Monaco nella propria metà campo.
Densità immediata. Mentre la palla usciva, diversi giocatori del PSG si posizionavano rapidamente nella stessa zona. Spesso si vedevano arrivare contemporaneamente Achraf Hakimi, Marquinhos, Vitinha o Fabian Ruiz. Il risultato era una superiorità numerica immediata intorno al calciatore che avrebbe ricevuto palla.
La trappola. Quando il Bayern effettuava la rimessa laterale, il PSG attaccava subito il portatore di palla con pressing aggressivo e spazi ridottissimi. Olise, uno dei giocatori più pericolosi dei tedeschi nell'uno contro uno, veniva costantemente raddoppiato o addirittura triplicato, senza possibilità di accelerare, puntare l'uomo o effettuare lo ‘scarico' (come di dice in gergo) su un compagno di squadra.

Perché questa strategia è stata considerata geniale
La vera intuizione di Luis Enrique non era mantenere il possesso, ma determinare una sorta di ‘caos organizzato'. Trasformando un normale rinvio dal fondo, situazione aperta e imprevedibile, in una rimessa laterale, il PSG riusciva a rallentare il ritmo del Bayern, organizzare meglio il pressing, indirizzare il gioco in una zona precisa, togliere spazio ai giocatori più tecnici degli avversari. In buona sostanza i francesi hanno scelto dove far giocare il Bayern.
L'obiettivo principale era annullare Michael Olise
Uno dei bersagli tattici principali era proprio Michael Olise. Il calciatore del Bayern è devastante quando può ricevere palla in corsa o in spazi aperti. Con questa strategia, però, il PSG lo costringeva a ricevere spalle alla porta, vicino alla linea laterale e circondato da avversari. Il risultato è stato evidente: pochi dribbling riusciti, pochissime ricezioni pulite nella metà campo offensiva e grande difficoltà nel creare superiorità numerica, alta percentuale di recuperi palla del PSG entro pochi secondi dalla rimessa laterale del Bayern.