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Mondiali di calcio 2026

Perché il gol della Croazia al Portogallo è stato annullato: un segnale dai sensori nel pallone Trionda

Il caso della rete annullata a Gvardiol ai Mondiali fa discutere, ma le rivelazioni dello strumento tecnologico e il regolamento spiegano perché il gol della Croazia non è stato convalidato.
Il grafico FIFA che mostra il tocco di Matanovic decisivo per l’annullamento del gol di Gvardiol.
Il grafico FIFA che mostra il tocco di Matanovic decisivo per l’annullamento del gol di Gvardiol.
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Il gol segnato dalla Croazia con Gvardiol al 103° minuto della sfida col Portogallo e annullato al 113° con on-field-review per fuorigioco di Pasalic (dopo un tocco impercettibile all'occhio umano ma rilevato dal sensore all'interno del pallone Trionda) alimenta la controversia ai Mondiali. Le ragioni sono tre: il ruolo del VAR; la valutazione degli ufficiali di gara fatta in base al regolamento di tutto quel che accade in quella frazione di secondi in cui Matanovic sfiora la palla, Renato Veiga la colpisce con la testa (la cui deviazione è stata ritenuta non deliberata e quindi non innesca una nuova giocata), Pasalic la passa a Gvardiol che realizza il 2-2; il grafico della FIFA che è focalizzato solo sulla "spizzata" di testa e non riporta anche quella del difensore lusitano.

Vediamo come e perché l'arbitro Eskas, dopo aver rivisto lo sviluppo dell'azione al monitor, ha deciso di cancellare la marcatura attenendosi strettamente alle norme contenute nel documento IFAB e perché, nel caso specifico, trattandosi di una rete da annullare per fuorigioco, il direttore di gara è stato richiamato a una on-field-review e non ha semplicemente annunciato in campo l'overrule dopo check dalla sala VAR.

La spiegazione della FIFA: tocco rilevato dai sensori all'interno del pallone

La spiegazione che è stata data dalla FIFa fa leva esclusivamente sulla registrazione del tocco di Matanovic fatta dai chip all'interno della palla che ha fornito una "grafica a battito cardiaco" fondamentale per consentire agli ufficiali di gara di determinare con precisione la posizione di off-side e la conseguente invalidazione della rete.

"Secondo i dati forniti dalla tecnologia Connected Ball ospitata all'interno della @adidasfootball Trionda – si legge nella nota -, il pallone ufficiale della partita della @FIFAWorldCup, è stato dimostrato che il contatto è stato effettuato dal numero #20 della Croazia Igor Matanović nella fase di costruzione del gol contro il Portogallo, consentendo all'arbitro di determinare correttamente il fuorigioco e annullare il gol".

Quello che a occhio nudo è sfuggito a tutti, è stato invece raccolto dalla sfera intelligente adottata per questa edizione della Coppa del Mondo. "I sensori IMU ospitati all'interno del pallone Trionda sono in grado di rilevare qualsiasi leggero contatto, visualizzato per gli spettatori nella trasmissione come una ‘grafica a battito cardiaco', e consentendo agli ufficiali un livello senza precedenti di dati per prendere decisioni rapide e accurate".

Come funziona la tecnologia connected ball nel pallone Trionda

Trionda è il primo pallone dei Mondiali con la tecnologia "Connected Ball" evoluta. All'interno ha un piccolo chip che trasmette dati in tempo reale alla sala VAR. Il cuore del sistema è un sensore IMU (Inertial Measurement Unit = unità di misura inerziale) che pesa circa 14 grammi. Funziona a 500 Hz e raccoglie dati 500 volte al secondo. Misura  accelerazione, rotazione del pallone, posizione e traiettoria nello spazio, momento esatto di ogni tocco (al millisecondo).

Il chip invia i dati in tempo reale attraverso una rete wireless alle antenne dello stadio e direttamente alla sala VAR. Questi dati vengono processati con il tracciamento dei giocatori fatto dalle telecamere e con l'intelligenza artificiale.

Com’è fatto e come funziona la tecnologia all’interno del pallone Trionda.
Com’è fatto e come funziona la tecnologia all’interno del pallone Trionda.

A cosa serve? L'episodio che s'è verificato in Portogallo-Croazia ne è la dimostrazione tangibile. Serve soprattutto per il fuorigioco semi-automatico e per aiutare il VAR: sa con precisione esatta quando il pallone è stato toccato, permette di calcolare meglio se un giocatore era in fuorigioco al momento del passaggio. Determina chi ha toccato per ultimo il pallone. Aiuta a risolvere situazioni ambigue (come tocchi leggeri e/o deviazioni) in modo più veloce e oggettivo.

Perché il tocco di testa di Renato Veiga è stato ritenuto ininfluente

Una delle principali obiezioni all'annullamento del gol di Gvardiol è il riferimento a Renato Veiga: il difensore del Portogallo colpisce con la nuca la palla che, inizialmente sfiorata da Matanovic, poi arriva a Pasalic. Perché l'arbitro ha decretato fosse ugualmente fuorigioco? Ha ritenuto (come previsto dal regolamento alla norma 11 IFAB – Fuorigioco, chiarite le linee guida sul "gioco deliberato") che: la deviazione del difensore portoghese non fosse una "giocata deliberata" ma irrilevante perché casuale e non fosse in controllo dell'azione. Una valutazione determinante per stabilire che quel tocco non ha innescato una nuova giocata (in tal caso Pasalic non sarebbe stato in off-side) ma è solo la prosecuzione della stessa azione nata dalla palla sfiorata da Matanovic.

Il direttore di gara, Eskas, comunica l’annullamento della rete alla Croazia dopo OFR.
Il direttore di gara, Eskas, comunica l’annullamento della rete alla Croazia dopo OFR.

Interpretazione che non fa una piega. Qual è la contestazione al riguardo? La più gettonata è relativa alla posizione e alla intenzionalità di Renato Veiga: non si è piazzato in area di rigore per caso ma è lì deliberatamente per fare blocco, occupare spazio critico ed eventualmente intervenire. Se il chip stabilisce che il tocco di Matanovic (che sta tentando un'azione diretta verso la porta, non di passare la palla) è azione consapevole sul pallone, allora il posizionamento di Veiga deve essere considerato come un blocco fisico che ha chiaramente smorzato la traiettoria originale del pallone, producendo di fatto una nuova giocata.

Quindi, secondo questa versione, Pasalic non ha ricevuto un passaggio calcolato e deliberato dal suo compagno, ma ha intercettato un pallone derivante direttamente da un blocco fisico dell'avversario, non si è verificato fuorigioco e il gol di Gvardiol è regolare. Gli ufficiali al VAR e il direttore di gara hanno avuto interpretazione completamente differente: per loro il tocco di Renato Veiga non è stato intenzionale.

Perché il VAR è intervenuto e c'è stata on-field-review

L'intervento del VAR ha suscitato perplessità sul protocollo e sul raggio d'azione della cabina di regia in situazioni di questo tipo. In un post condiviso sui social è stato l'ex arbitro, Luca Marelli, a chiarire questo aspetto che ha inevitabilmente generato dubbi sulla (presunta) ingerenza degli ufficiali di gara.

L’arbitro verifica la situazione di fuorigioco di Pasalic e annulla la rete della Croazia.
L’arbitro verifica la situazione di fuorigioco di Pasalic e annulla la rete della Croazia.

La domanda è: perché, trattandosi di una rete da annullare per fuorigioco, l'arbitro è stato richiamato ad OFR e non ha semplicemente comunicato l'overrule ricevuta via auricolare?

"La risposta è nel protocollo, a pagina 7. L'utilizzo del verbo ‘to sell' non è straordinario ma è per far comprendere la ratio di questa eccezione. Ciò significa che, in particolarissime occasioni e per dare forza ad una decisione, l'arbitro può essere richiamato all'OFR anche in circostanze oggettive come questa. Nella gara in questione, trattandosi di una rete decisiva annullata al minuto 105′ circa (minuto della OFR, dopo il check), è stato deciso di richiamare Eskas per dare sostegno ad una rilevazione fondamentale per il passaggio del turno".

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