Daniele De Rossi è ricoverato da giovedì all'ospedale Spallanzani di Roma per una polmonite interstiziale bilaterale da infezione da Covid-19. È la più classica e anche temibile delle complicazioni che possono insorgere dopo aver contratto il coronavirus, come ormai abbiamo imparato a conoscere da un anno a questa parte.

Le condizioni dell'ex romanista e attuale membro dello staff di Roberto Mancini nell'Italia non sono fortunatamente tali da destare preoccupazione, come spiegato in mattinata da Francesco Vaia, direttore sanitario del nosocomio della Capitale: "Posso dire che siamo ottimisti".

De Rossi era risultato positivo al Covid lo scorso 31 marzo, quando la Nazionale azzurra si trovava a Vilnius, dove in serata avrebbe affrontato e battuto la Lituania. Era uno dei primi infetti di quello che poi sarebbe diventato un focolaio altamente contagioso: ad oggi il totale parla di 8 giocatori acclaratamente positivi più svariati membri dello staff. Questi ultimi sarebbero 7 in totale incluso De Rossi, ma oggi la ‘Repubblica' parla addirittura di 27 contagiati complessivi, tra staff, dirigenti, funzionari e addetti sanitari, senza contare qualche cameraman che ha seguito da vicino la spedizione azzurra durante la sosta per il triplice incontro di qualificazioni mondiali.

Un vero e proprio lazzaretto azzurro che dal 1 aprile in poi ha visto la situazione precipitare. De Rossi è subito partito alla volta di Roma con un aerombulanza assieme ad un altro paio di componenti dello staff contagiati, per mettersi in quarantena non nella sua abitazione romana davanti a Castel Sant'Angelo, ma da solo ad Ostia, così da evitare contatti con la moglia Sarah e i tre figli.

Ma cosa è successo giovedì 8 aprile – dopo più di una settimana dal test – per rendere necessario il ricovero dell'ex pilastro della Roma? De Rossi – svela la ‘Gazzetta dello Sport' – fin dall'inizio accusava febbre alta e tosse, sintomi che col trascorrere dei giorni non sono diminuiti, anzi sono peggiorati i fastidi respiratori. Un paio di giorni fa, infine, sono sopravvenuti anche dei giramenti di testa, tali da indurre il medico di fiducia del 37enne a consigliarne il ricovero in una struttura di eccellenza come lo Spallanzani, dopo anche che una TAC fatta al San Camillo aveva dato il verdetto di polmonite. Un ricovero che non dovrebbe esaurirsi in un paio di giorni, pur come detto in una situazione complessiva non grave. Nel frattempo il campione giallorosso, stimato in maniera trasversale da tutte le tifoserie d'Italia, sta incassando messaggi di sostegno da ogni parte – in primis dai Friedkin, nuovi proprietari della Roma – ma anche da club e giocatori.

Ovviamente il messaggio più motivante ad uscire al più presto dall'ospedale è  quello della moglie, Sarah Felberbaum: "Ho perso la mia strada fino a te e in te ho trovato la mia strada". Una strada che Daniele vuole riprendere a percorrere quanto prima, mano nella mano.