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Perché Allegri oggi rischia il licenziamento in tronco dalla Juve secondo l’esperto: “Accuse gravi”

Jacopo Ierussi, docente universitario, procuratore federale ed avvocato giuslavorista, spiega a a Fanpage.it in quale caso Massimiliano Allegri rischia effettivamente il licenziamento per giusta causa per mano della Juventus dopo i fatti seguiti alla finale di Coppa Italia.
Intervista a Prof. Jacopo Ierussi
Docente universitario, procuratore federale ed avvocato giuslavorista
A cura di Maurizio De Santis
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Esonero oppure licenziamento per giusta causa. La Juventus decide il futuro immediato di Massimiliano Allegri che, dopo la serata folle e furibonda a margine della finale di Coppa Italia, potrebbe non sedere in panchina contro Bologna e Monza nelle ultime due giornate di campionato. Una scelta forzata, alla luce di quanto accaduto all'Olimpico e della burrasca creata dal tecnico che si è scontrato con tutti: arbitri in campo, direttore sportivo, giornalisti (clamoroso l'alterco con il direttore di Tuttosport, Vaciago, di cui il tecnico ha smentito la ricostruzione), una procuratrice federale, fino a provocare danni anche a un set di un'agenzia di stampa.

Una scelta che non può prescindere dall'attenta valutazione dei fatti in punta di diritto, a cominciare dall'accordo collettivo che disciplina i rapporti tra allenatori e società con particolare attenzione agli articoli 19 e 22. Il primo prende in esame i doveri di un tecnico nei confronti del club: "È tenuto a mantenere una condotta conforme ai principi della lealtà, della probità e della rettitudine sportiva, nonché ad osservare un comportamento di vita appropriato all'adempimento degli impegni sportivi assunti". Il secondo fa riferimento agli eventuali provvedimenti che si possono adottare in caso di infrazioni, da quelle che comportano semplici multe fino a sanzioni più severe e risolutive.

Nell'intervento a Fanpage.it, Jacopo Ierussi, docente universitario, procuratore federale ed avvocato giuslavorista, spiega qual è la situazione attuale e se Allegri rischia effettivamente di essere sollevato dall'incarico per i gravi inadempimenti legati al suo comportamento: il nodo della vicenda, su cui anche i legali della Juventus stanno appurando eventuali margini di movimento, è nella condotta tenuta da Allegri dopo la partita.

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Ci sono i margini per un recesso unilaterale da parte della Juventus?
"Il contratto di Allegri, il cui contenuto è noto soltanto a chi l’ha letto e firmato, dovrebbe essere di natura subordinata ed implica, perciò, una procedura di contestazione disciplinare durante la quale gli verranno addebitati una serie di comportamenti e questi avrà poi diritto di replica per rendere le proprie giustificazioni. E nessuno sa se questo è già avvenuto oppure no".

La Juve sta valutando con i propri legali come procedere.
"La Società deve essere certa che il comportamento contestato sia sussistente e, contemporaneamente, che appaia abbastanza grave da legittimare il licenziamento per giusta causa, anche detto ‘in tronco' perché senza diritto al pagamento del preavviso per il lavoratore".

Qual è il cosiddetto ‘nodo gordiano' dell'intera vicenda?
"La condotta tenuta in campo è grave per lo sportivo, anche se rappresenta nulla di nuovo rispetto ad altri episodi del calcio moderno. La condotta che gli viene contestata fuori dal campo, invece, se provata, potrebbe essere considerata abbastanza grave da giustificare il licenziamento se sommata a tutto il resto. Mi riferisco, in particolare, al presunto episodio che sarebbe avvenuto tra Allegri ed il direttore di Tuttosport, Guido Vaciago. Questo alterco sarebbe avvenuto alla presenza di testimoni, ma noi ne abbiamo contezza soltanto a fronte delle dichiarazioni del giornalista stesso".

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Qual è l'aspetto più delicato della vicenda?
"Indubbiamente, è una accusa grave, specie se difficile da provare, quella secondo cui la propria società manipolerebbe la stampa affinché ti danneggi. Se una simile condotta si realizza in un contesto pubblico ed è accompagnata da toni aggressivi ed offensivi verso un giornalista, il licenziamento non può essere escluso tenuto conto di quanto anche accaduto in campo".

Il comportamento avuto con il direttore sportivo, Giuntoli, può rientrare in questa casistica?
"A mio avviso la risposta è no, a maggior ragione se l’episodio è preso singolarmente. Allegri dovrebbe mostrare sempre, specie a telecamere accese, un atteggiamento professionale, ma non è costretto ad un rapporto cordiale o amicale con la dirigenza, tenuto conto anche di alcuni retroscena del passato. Può limitarsi ad essere educato e costruttivo nello svolgimento delle proprie mansioni".

Quanto visto in campo davanti alle telecamere dunque non basterebbe.
"La migliore giurisprudenza ha avuto modo di chiarire che un dipendente non può essere licenziato anche laddove usi del turpiloquio nei confronti del datore di lavoro, neppure quando ci si trovi alla presenza di altro personale in forza. Figuriamoci se può dirsi il contrario per un gesto aggressivo, ma nemmeno considerato volgare nell’uso comune. Ciò non significa che una simile condotta lo esima da ricadute sul piano disciplinare, seppur più lievi di un esonero immediato, o che un allenatore possa impunemente screditare la propria società o tenere atteggiamenti incivili".

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Nella serata dell'Olimpico sono avvenuti altri atti biasimevoli come l'aggressione verbale a una procuratrice federale o addirittura il danneggiamento di un set di un'agenzia di stampa. Anche questi episodi potrebbero essere motivazioni sufficienti per arrivare alla risoluzione del contratto?
"Trattasi di una ulteriore condotta biasimevole che merita una sanzione per lo sportivo e certamente non depone a favore del lavoratore. Può integrare una violazione del Codice di Giustizia Sportiva FIGC e del contratto collettivo nazionale del lavoro applicatogli. Entriamo nel concreto, aldilà dei tecnicismi giuridici. Allegri meritava l’espulsione? Sì. Allegri ha meritato due giornate di squalifica ed una sanzione pecuniaria da 5 mila euro? È giustificabile, allora, quanto accaduto con Maresca e Mariani nonché ‘l’invocare' Rocchi? No. L’atteggiamento aggressivo tenuto verso una collega procuratrice federale ed i danni causati alle attrezzature di LaPresse sono noti, ad oggi, soltanto a mezzo stampa e, sinceramente, non ne ho trovato traccia nei video che ho esaminato per curiosità personale. Non ho comunque motivo di dubitarne e, se accertati, la Società avrebbe diritto, anche qui, a prendere provvedimenti verso il tecnico".

Usiamo un'espressione forte: la Juve può ‘stracciare' il contratto di Allegri senza garantirgli alcun tipo di compenso o addirittura citandolo per danni?
"Nessun contratto viene difatti stracciato, anzi viene applicato. Laddove Allegri fosse licenziato per giusta causa, dovrà essergli corrisposto quanto dovuto sino all’instaurazione della procedura disciplinare oltre che le spettanze di fine rapporto, ma nell’ipotesi in cui fosse provato che il suo comportamento ha causato un danno alla società, d’immagine o di altro tipo, allora, l’equivalente potrebbe essere portato in compensazione rispetto alle somme di cui sopra. Ovviamente, previo accertamento nelle competenti sedi di giustizia".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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