Un guizzo di de Vrij nel finale e un altro di Bastoni permettono all'Inter di ribaltare quando meno te lo aspetti una gara condotta a fatica. Uno-due quando alla fine dell'incontro mancavano una manciata di minuti e contro un avversario in dieci per il rosso a Kucka espulso per proteste. La pecca maggiore del Parma? Non aver chiuso la partita quando ha potuto, quando doveva capitalizzare le azioni costruite nel corso di un match che ha avuto in pugno almeno fino all'84°, quando è arrivata la svolta del match. Successo risicato ma prezioso per Conte, che riesce così a tenere a +4 il vantaggio sull'Atalanta.

La partita tra Parma e Inter avrebbe meritato un'altra cornice. Il primo tempo è giocato a viso aperto con i padroni di casa che sviluppano gioco e affondano i colpi con Kulusevski, Gervinho e fanno valere il peso offensivo in area di rigore con Cornelius. I nerazzurri accusano il colpo, tengono botta, si affidano alla velocità di Lautaro ma è la formazione emiliana che conserva il bandolo della matassa. La squadra di D'Aversa alza il ritmo da subito, pressa e prova a restare alta. Ci riesce nel migliore dei modi e trova anche la rete del vantaggio con Gervinho. La rete siglata dall'ivoriano è bella vedersi: controlla alla perfezione in area un suggerimento di Kucka e insacca sul secondo palo di destro. Settima rete in questo campionato per l'ex romanista, la quarta in Serie A contro l'Inter.

La fase centrale della prima frazione è la più difficile per la formazione di Conte che rischia addirittura di incassare il colpo del ko dieci minuti dopo ma viene "graziata" dall'imprecisione e dalla poca freddezza mostrata da Cornelius sotto porta. C'è ancora lo zampino di Gervinho nell'azione che porta il danese dinanzi ad Handanovic: bella la preparazione dell'occasione, non altrettanto la conclusione della punta che manda alto a pochi passi dalla porta. La fortuna non lo assiste nemmeno verso la fine dei primi 45 minuti, quando la girata di prima col mancino toglie il fiato all'estremo difensore nerazzurro.

Brividi lungo la schiena anche per un'iniziativa di Kulusevski che si muove in fotocopia rispetto all'ex Arsenal ma la bordata col mancino si spegne a lato del secondo palo. E l'Inter? Un colpo di testa di Godin e un tiro di Barella – entrambe fuori di poco – sono un po' poco rispetto alla necessità di riscattare il mezzo passo falso interno contro il Sassuolo.

Cosa succede nella ripresa? Chi si attende da parte dell'Inter una maggiore determinazione per rimontare e ribaltare il risultato resta deluso. I nerazzurri ci provano a esercitare una maggiore pressione ma le azioni più pericolose sono sempre del Parma che ha buon gioco nell'attendere che gli avversari escano dal guscio per colpire in contropiede.

Capita allora che sulla corsia di sinistra Gervinho si riveli una spina nel fianco così come le incursioni di Kulusevski facciano vacillare la difesa davanti ad Handanovic. Tre cambi per Stellini [in panchina al posto di Conte, squalificato]: dentro Moses, Young e Sanchez. Fuori Candreva, Biraghi e Eriksen. È l'estremo tentativo di dare una scossa alla squadra. La reazione non sarà veemente, ci penserà de Vrij – che riscatterà una serata negativa – a mettere dentro la palla del pareggio. Poi arriva il gol che vale tre punti dell'ex Bastoni. L'Inter vince 2-1 a Parma e si rimette nella scia della Lazio, beffa per il Parma.