Gianluca Lapadula una notte così l'aveva sognata una vita: adesso il 31enne attaccante del Benevento raccoglie i risultati dei sacrifici fatti inseguendo un pallone senza mollare mai, con quella caparbietà che lo ha fatto amare ovunque abbia giocato, dal Pescara al Milan, al Genoa. A prescindere dai gol fatti, perché Lapadula ci mette l'anima quando scende in campo.

Ora sì che può urlare tutta la sua gioia, ora che un popolo intero è ai suoi piedi e lo ringrazia per aver attinto a tutto quello che aveva dentro: Lapadula stanotte è stato il migliore in campo in Ecuador-Perù, l'uomo che ha trascinato gli uomini di Gareca alla prima vittoria nel girone sudamericano delle qualificazioni mondiali. Su Twitter il suo nome è schizzato in tendenza, tutti a parlare in maniera entusiastica del ‘Bambino', come è soprannominato in Perù.

Schierato titolare in attacco, partendo defilato da destra, il giocatore nato a Torino ma naturalizzato peruviano dall'ottobre scorso – dopo che con la maglia dell'Italia aveva giocato solo un'amichevole con San Marino, il che ha reso possibile il cambio di Nazionale – ha servito entrambi gli assist che hanno consentito prima a Cueva poi a Advincula di portare sul 2-0 i rojiblancos, rendendo inutile il gol dei padroni di casa a tempo quasi scaduto.

Già, perché si è giocato in Ecuador, allo Estadio Rodrigo Paz Delgado di Quito, che si trova a 2850 metri di altezza: un inferno in terra per chi non è abituato a giocare in altitudine e per Lapadula si è trattato del primo match giocato in queste condizioni. Quando al 91′ è stato sostituito da Guerrero, l'attaccante è crollato stremato a bordo campo, avendo bisogno di assistenza medica. Un'immagine diventata virale in Perù, dopo che è stata postata su Facebook dall'account ufficiale della Selección peruviana, con una didascalia di grande impatto emotivo: "Fino all'ultimo respiro! Bisogna sempre lasciare tutto per i colori rosso e bianco".

Il Perù ora ha 4 punti in 6 partite – ultimo in classifica assieme al Venezuela – e pronosticare una sua qualificazione per i Mondiali dell'anno prossimo in Qatar è impresa ardua, ma l'entusiasmo portato dalla prova di Lapadula ha risollevato per una notte l'orgoglio dei tifosi. "È dovuto venire un peruviano dall'estero per mostrarci quanto sia facile abbracciarci", ha scritto l'editorialista de ‘El Comercio', sottolineando la dedizione alla causa del giocatore del Benevento. È stata la quarta partita con la maglia del Perù per Lapadula, un amore sbocciato a tempo di record per chi era chiamato a prendere la pesante eredità dell'idolo assoluto Paolo Guerrero. Davvero una notta da sogno per il ‘Bambino'.