Jannik Sinner imbarazzato alla domanda sulla sua vita onirica a Parigi: “Non ho sognato. Mi dispiace”

Martedì sera Jannik Sinner ha esordito in scioltezza al Roland Garros, battendo in tre set il giocatore di casa Clement Tabur, numero 171 al mondo, e portando a 30 la sua clamorosa striscia di vittorie consecutive. Adesso è atteso al secondo turno dal meno forte dei fratelli Cerundolo, Juan Manuel. Non era chiaramente un test probante per il campione altoatesino, che ha approfittato dell'impegno relativamente agevole per prendere confidenza con le condizioni di gioco dello Slam parigino, ben sapendo che quando dovrà giocare di giorno e non nella sessione serale, il calore terribile che sta attanagliando la capitale francese sarà un avversario in più.
Sinner non sogna, men che meno di perdere: "Mi dispiace"
Nella conferenza post match, Sinner si è detto "molto contento del livello" mostrato in campo, andando invece in difficoltà di fronte a un altro genere di domanda, sulla sua vita onirica. "La psiche è una cosa imprevedibile, ovviamente – è stato l'incipit del giornalista, che poi ha posto a Sinner la domanda un po' particolare – Hai fatto di recente un sogno in cui la tua striscia vincente si interrompeva? E se sì, com’era?". Jannik è rimasto interdetto non capendo bene cosa volesse dire il suo interlocutore: "Puoi ripetere? Cosa?". "Hai sognato di recente che la tua striscia aurea finiva? E com'era?", ha ribadito l'inviato.
A quel punto un imbarazzato Sinner ha risposto telegrafico "non ho sognato", non riuscendo a trattenersi dal ridere e trascinando alle risate tutta la sala stampa del Roland Garros. Dopo qualche attimo di impasse, il numero uno al mondo ha ribadito: "No, non ho sognato, mi dispiace".
Interpellato invece sul caldo devastante di Parigi, Jannik si è mostrato sicuro di potere reggere anche quando giocherà sotto i raggi del sole: "Se sarà un problema per me nei prossimi giorni? Vedremo. Io sono contento di giocare sia di sera che di giorno, quando mi mettono. Penso di aver gestito molto bene il caldo a Indian Wells quest'anno, lì faceva davvero caldo, e non ho avuto problemi.Ci siamo preparati bene. Qui il caldo è diverso, l'umidità non è dura come in Australia o negli Stati Uniti, ma vedremo. Ogni giorno in più qua conta. Domani sarà una buona giornata per abituarsi al caldo, poi vediamo quando giocherò. Diventerà un tema da dopodomani in poi, quindi vediamo".
"Pressione extra senza Alcaraz? Anche voi giornalisti ce l'avete, per scrivere un buon pezzo…"
Il 24enne altoatesino ha palesato la stessa sicurezza quando gli è stato chiesto se sente una pressione extra in questo Roland Garros, visto che l'assenza di Carlos Alcaraz lo mette nei panni dello strafavorito: "La pressione c'è sempre, fa parte del nostro lavoro di tennisti. Credo che tutti abbiano pressione nel proprio lavoro. Anche voi giornalisti ce l'avete, per scrivere un buon articolo. È normale. Io cerco di prenderla in modo naturale, so che tipo di giocatore sono. Se non senti pressione significa che non ti importa, e io invece ci tengo tantissimo a quello che provo a fare sul campo da tennis. Allo stesso tempo so che il mondo non finisce se perdo. Quindi in ogni caso do il massimo. Sono un agonista, cerco di mettermi nella posizione migliore possibile. E questo è tutto".