Allenatore gentiluomo. È così che l'Inter dice addio a Gigi Simoni, il tecnico morto all'età di 81 anni. In nerazzurro aveva trascorso circa un anno e mezzo, vincendo una Coppa Uefa (nella finalissima di Parigi scandita dalle prodezze di Ronaldo il fenomeno) e quasi uno scudetto… quasi perché l'andamento, l'esito e l'arbitraggio della gara di Torino contro la Juventus generarono rimpianto e polemiche per la mancata concessione del rigore per il fallo di Iuliano sull'attaccante sudamericano.

"Gli impedirono di conquistare quel titolo che sarebbe stato meritato", ha ammesso l'ex presidente, Massimo Moratti. La più classica ciliegina sulla torta venuta a mancare per un torto palese. "All'Inter mi è sembrato di toccare il cielo con un dito", raccontò Simoni nell'intervista a fanpage.it: allora l'ex tecnico spalancò le porte di casa mostrando ricordi e cimeli della sua carriera, in particolare la casacca regalatagli da Ronaldo. Una divisa speciale, quella del trionfo europeo. Nel giorno dell'anniversario del "triplete" l'Inter ha dedicato un lungo messaggio all'ex allenatore deceduto dopo una lunga malattia

Oggi, 22 maggio, ci ha lasciato. Non solo una data, la data più correlata di tutte. Ricordiamo Gigi Simoni e ci mancherà tutto. Innanzitutto, il suo modo di essere gentiluomo. Il suo modo di vivere, sia nella vita che nel calcio, non è mai stato esagerato. Il suo calcio lo rifletteva: era umile, funzionale e capace di sfruttare al massimo ciò che aveva da offrire.

Arrivò nel riparo nerazzurro nel 1997, insieme a El Fenomeno, Ronaldo. Quella combinazione, Simoni-Ronaldo , rimarrà per sempre nel cuore di tutti, e non solo dei tifosi dell'Inter. Quella era una relazione padre-figlio, in cui mostrava una grande compassione per un calciatore davvero speciale: Simoni adorava dirci: Ho imparato più da lui che da me in quella stagione. Una frase che racchiude brillantemente il tipo di persona che era.

Ha incarnato la passione più genuina per l'Inter. E il 6 maggio 1998 ha prodotto la sua più grande impresa come allenatore: ha superato la grande squadra della Lazio e non gli ha dato un fiuto. In quella notte magica al Parc des Princes, Zamorano, Zanetti e Ronaldo hanno consegnato all'Inter la loro terza Coppa UEFA.

È così che lo ricordiamo: con i suoi capelli bianchi, nella nostra panchina, mentre si godeva la magia di Ronaldo con un sorriso sul volto, avvolto dall'affetto dei fan. Addio Gigi, ci mancherai.