Gigi Simoni è stato un grande protagonista della storia dell’Inter. Ha vinto una coppa europea molto importante, gli è stato impedito di vincere un campionato che avrebbe assolutamente meritato.

È così che l'ex presidente dei nerazzurri, Massimo Moratti, ha espresso all'Ansa cordoglio per la morte di Gigi Simoni, l'allenatore che ha scritto un pezzo della storia del club. Nel bene, quando conquistò la Coppa Uefa nella finalissima di Parigi del 1998 (un trionfo nel segno del brasiliano Ronaldo). Nel male, quando fu protagonista (ma non per colpa sua) di una delle più grandi beffe subite dalla formazione milanese al cospetto della Juventus: a Torino il fallo di ostruzione commesso da Iuliano sul "fenomeno" avrebbe potuto cambiare la storia della stagione se fosse stato fischiato rigore.

A comunicare la notizia del decesso di Gigi Simoni all'ex massimo dirigente è stata la signora Monica, moglie del tecnico deceduto dopo essere stato colto da malore a giugno dell'allno scorso.

Simoni era tecnico gentiluomo verso il quale – ha aggiunto Moratti ai microfoni dell'Agenzia Ansa che lo ha raggiunto al telefono -. Povavo grande stima e affetto nei suoi confroti. La telefonata con la quale poco fa la moglie mi ha avvisato della morte mi ha provocato un dolore immenso.

Dal 1° luglio del 1997 al 30 novembre del 1998 in nerazzurro. Durò poco più di un anno l'avventura di Gigi Simoni all'Inter. Si accomodò in panchina per 73 partite con una media punti di 2.01  a match(la migliore della sua carriera): il 31 agosto del 1997 il primo incontro che ne segnò il debutto con una vittoria (2-1 sul Brescia in campionato); il 29 novembre del 1998 l'ultima sfida prima dell'esonero avvenuta dopo la vittoria sulla Salernitana (2-1 in Serie A) e il successo in Champions (3-1 sul Real Madrid).