Lecce-Lazio finisce con un giallo. Anzi, con un rosso, il cartellino estratto per Patric, protagonista di un morso a Donati nel corso del lunghissimo recupero e di uno degli ultimi attacchi della Lazio. Sugli sviluppi di un calcio piazzato, il difensore spagnolo, protagonista di un corpo a corpo con l'avversario, ha perso il controllo ed ha rifilato un morso sul braccio al giocatore del Lecce. Troppo fisica la marcatura, troppo concitato il momento: Patric ha così perso la testa.

L'arbitro Maresca non ha ravvisato subito la grave irregolarità di Patric, nonostante le vibranti proteste dei giocatori giallorossi. Richiamato dal VAR, ha poi adottato l'unico provvedimento possibile: l'espulsione per il giocatore della Lazio. Una partita decisamente sfortunata per Patric, che nel primo tempo era stato protagonista di uno dei tanti episodi da moviola dell'incontro: il fallo di mano che ha portato al rigore per il Lecce, poi sbagliato da Mancosu. Al di là del rigore causato e del cartellino rosso rimediato per il folle morso, Patric era stato tra i più deludenti della Lazio in virtù di una prestazione costellata di errori e sbavature. Il difensore spagnolo, sin dai tempi del suo arrivo in biancoceleste, ha sempre avuto un rendimento altalenante e ha faticato ad imporsi con regolarità tra i titolari. Inzaghi, specialmente nell'ultimo periodo, gli ha dato fiducia viste le frequenti rotazioni a cui è costretto dal fitto calendario.

Patric come Luis Suarez

Il morso di Patric a Donati ha inevitabilmente fatto il giro del mondo e ha suscitato, immediato, il paragone con i celebri morsi nella storia del calcio. In particolare con Luis Suarez, più volte salito alla ribalta, in carriera, per i morsi rifilati agli avversari, tra cui quello al Mondiale del 2014 ai danni di Giorgio Chiellini durante la partita tra Uruguay e Italia.