Massimo Moratti non è più il presidente dell'Inter, ma ovviamente è ancora il primo tifoso della squadra nerazzurra, che lui e suo padre hanno portato sul tetto d'Italia e d'Europa in epoche diverse ma ugualmente gloriose. Del resto lo stesso Steven Zhang lo ha ringraziato per i preziosi consigli nel suo messaggio di celebrazione del titolo e Moratti ricambia con affetto le parole del suo giovane successore.

"Il mio pensiero va a mio padre, a Facchetti e Prisco, a Bellugi e Corso, grandi interisti che avrebbero festeggiato come pazzi. E a tutti i tifosi con cui condivido questa gioia – racconta alla ‘Gazzetta dello Sport' – È lo scudetto del ‘Finalmente!'. Molto toccante è stato lo scambio di messaggi con Steven Zhang, ieri pomeriggio. Suning è una potenza, ma le variabili Covid e Pechino non erano facili da immaginare. Ora però credo che sia tornato il sereno".

Inevitabile parlare del condottiero indiscusso di questa straordinaria Inter che ha posto fine alla dittatura sul suolo italiano della Juventus. Moratti ha parole di grande elogio per Antonio Conte: "I suoi meriti sono enormi, ci ha messo a lungo la faccia. E non era facile isolare la squadra da tutti i problemi societari. Una situazione per lui nuova, mentre la capacità di tenere tutti, anche chi gioca poco, sul pezzo già gliela si riconosceva. Ora bisogna andare avanti con lui".

L'ex presidente sottolinea poi con un certo godimento la trasformazione di Conte da simbolo della Juve a nuovo eroe interista, con un momento ben preciso in cui è avvenuto il cambio di colori nel cuore del tecnico. Fu la notte del litigio con Andrea Agnelli, in Coppa Italia: "Quella serata ha sancito la nascita del Conte anti-juventino. Che soddisfazione!". E come Moratti la pensano molti altri tifosi: con un Conte così, il piacere è doppio.